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Corte Costituzionale sul concorso a magistrato: per l'ammissione è sufficiente l'abilitazione all'esercizio della professione forense

Mentre il Ministro della Giustizia, Alfano annuncia che chiederà presto al “Consiglio Superiore della Magistratura,  di deliberare un nuovo concorso per 350 posti in magistratura“, la Corte Costituzionale ha sentenziato su uno dei requisiti di ammissione all’esame per magistrato ordinario previsti nei precedenti bandi (clicca qui per leggere ultimo bando). Con la sentenza n. 296 del 15/10/2010 ha infatti dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’articolo 2, comma 1, lettera f), del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, recante «Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150», come sostituito dall’articolo 1, comma 3, lettera b), della legge 30 luglio 2007, n. 111 (Modifiche alle norme sull’ordinamento giudiziario), nella parte in cui non prevede tra i soggetti ammessi al concorso per magistrato ordinario anche coloro che abbiano conseguito soltanto l’abilitazione all’esercizio della professione forense, anche se non siano iscritti al relativo albo degli avvocati”. Sulla questione si era aperto un dibattito, tanto che alcuni esclusi avevano valutato la possibilità di presentare comunque domanda al concorso previa istanza cautelare di ammissione con riserva. Per il nuovo bando il legislatore dovrà dunque tenere conto della decisione della Consulta consentendo assicurando l’accesso agli esami anche a chi pur non essendo iscritto all’albo degli avvocati è in possesso di abilitazione all’esercizio della professione forense. La decisione della Corte Costituzionale (sent. 296/2010) può essere letta accedendo al sito della Consulta.

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