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Serie A – Tania Krasic e l’aquila sull’Olimpico

COMMENTO 8a GIORNATA – Il turno di campionato dice bene alla Lazio e fa quasi ridere a dirla così. Qualche mese fa i biancocelesti erano allo sbando totale, non credevano a niente.
Poi è arrivato “O profeta” Hernanes. Ha indottrinato i discepoli e ha restituito loro dignità.
Pensate a Mauri, quello senza la “A” davanti. Buon incursore messosi in luce a Udine, ma mai indispensabile a Roma. Tanto che aveva preparato le valigie ad agosto per andare a Genova, su una sponda o sull’altra.
Adesso sembra Hamsik con la faccia del ragazzo degli spot Danone.
Dietro i biancocelesti si arranca perché l’Inter di Benitez è figlia di quella iperstressata da Mourinho. Non si può mantenere la voglia di vincere 365 giorni l’anno.
I nerazzurri non sono androidi e ogni tanto tirano il fiato. Restano comunque i più forti.
Sulla lunga distanza, con tutto il rispetto per l’aquila che sorvola l’Olimpico, l’Inter dovrebbe addentare ancora una volta lo scudetto. Tuttavia non le piace vincere facile, come hanno dimostrato la Samp e Bale, il gallese ultimo erede della “scuola Giggs”.
Il Galles è un paese strano, inghiottito dal resto del Regno Unito, ma capace di dare i natali a Giggs, Tom Jones e soprattutto a Catherine Zeta-Jones.
Per tornare alla nostra cara sfera, da deprecare la sceneggiata di Krasic in Bologna-Juve.
È un potenziale campione, ma lo stile è un requisito indispensabile per entrare nell’Olimpo.
Il tuffo è degno di Tania Cagnotto, cioé non da oro olimpico, ma sicuro da oro europeo.
Aspettando il Milan, che rischia grosso con il Napoli, merita una nota il Lecce.
Ha una squadra che faticherebbe in B a lottare per la A. Però ha carattere e grinta da vendere. Sospinto dal pubblico del “Via del Mare”, vola come Varrenne al Gran Prix d’Amerique. Il cuore nel calcio conta ancora, fidatevi.

Antonio Soriero

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