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Serie A – Parolo mia

SERIE A 2010-2011 COMMENTO 11a GIORNATA – Il Milan è primo. Ricorda le scanzonate compagnie di festa, una sorta di rimpatriata di classe tra compagnoni che non si sono mai persi. Pato e Robinho giocano come nel cortile di casa e il totem svedese fa il resto. Il livello della serie A, soprattutto in difesa, è davvero basso. Dieci anni fa questo Milan non sarebbe stato mai primo. Adesso, in tempi in cui si esalta Chiellini come se fosse Baresi, una squadra sbilanciata come quella rossonera comanda la classifica.
Preoccupante l’involuzione dell’Inter, bruciata da Bale non solo in velocità , ma anche nell’anima. I nerazzurri hanno paura di vincere, come Rocky prima di arrabbiarsi sul serio. Soffrono le assenze importanti in campo e ancor di più l’assenza di un portoghese in panchina.
La Juve fa la Juve (quella del post calciopoli). Non riesce mai a dare un’impennata alle sue stagioni. Ha le ambizioni di una Ferrari e il motore di una Mini. Romba, ma non va oltre una rumorosa apparenza.
Spendo le parole che merita, infine, per Marco Parolo. Un ragazzo di venticinque anni che guida il centrocampo del Cesena con autorevolezza disarmante. L’allegra combriccola di Ficcadenti non spicca per una rosa di rilievo internazionale, però attenzione a Parolo. Segna un goal alla Lazio come quelli che Gerrard fa tuttora e Ballack faceva qualche anno fa. Sa passare, ha un buon passo e una tenacia d’acciaio. Un centrocampista anglosassone insomma più che un Pirlo o un Causio. Potrebbe essere una piacevole novità per il calcio italiano degli ultimi anni. La serie A non vedeva un centrocampista nostrano con queste caratteristiche dai tempi di Ancelotti.

Antonio Soriero

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