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Inter nos

Serie A 2010-2011 commento 13a giornata – Diciamolo tra di noi, a bassa voce, senza che nessuno senta: è crisi nera.
Perdere pure a Verona, con goal di Davide Moscardelli (una vita onesta in Serie B e poco altro), è da Juve gestione Ciro Ferrara.
L’Inter, quel che resta del triplete, vive un complesso di appagamento alla Giuliano Ferrara dopo il pranzo di Natale.
I nerazzurri non hanno più fame, sono paradossalmente un avversario morbido in questo strano novembre.
A novembre, come per parafrasare Giusi Ferreri ( e non Mina), l’Inter si spense e non per un istante.
Benitez non sembra essere l’elettricista adatto a riaccenderla e, considerati anche gli infortuni, per l’Inter è notte fonda.
Ride invece il Milan, dipendente da Ibrahimovic come Fede da Berlusconi.
Ormai siamo all’Ibracrazia, fa tutto lui, decide lui, si inventa una rovesciata disumana considerata la sua altezza.
I compagni non fanno altro che lanciarlo, come gli interisti quando si vinceva solo lo scudetto.
In Europa non basta, è bene che Allegri lo tenga presente.
La Juve “provinciale” espugna Marassi, con un grandissimo Felipe Melo e un ottimo Krasic “di rientro”.
Se il brasiliano sembra un altro giocatore rispetto allo scorso anno, Krasic ha invece in serbo ( è proprio il caso di dirlo) continue sorprese. Sguscia come un’anguilla tra gli esterni del Genoa e manifesta umiltà e coraggio.
Ma la Juve di Marassi non viaggia solo sull’asse serbo-carioca. Può vantare un Aquilani sontuoso, forse il miglior centrocampista italiano del presente (De Rossi permettendo).
Questi due ragazzi vivono un rapporto di amicizia/rivalità dai tempi della primavera della Roma.
De Rossi ha più carattere, ma Albertino non ha nulla in meno tecnicamente. Da solo ha fatto ripartire il gioco della Juve, scomparso dai tempi del duo Emerson-Vieira.
Una nota infine per “il Pazzo”, orfano dell’amichetto davvero pazzo, Cassano.
Segna tre goal e mantiene viva la Samp. I doriani senza Cassano sono come i Genesis senza Peter Gabriel: tutta un’altra musica.
Speriamo che il talento di Bari Vecchia venga in qualche modo tirato fuori dal baratro.
Lo so, non è politicamente corretto, ma il calcio senza follia è solo una sgambata di 22 uomini su un prato. Non il massimo della vita insomma.

Antonio Soriero

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