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Magna e bevi finché sei Lazio

SERIE A 2010-2011 COMMENTO 15a GIORNATA – In un clima da osteria dei Castelli, la Lazio di Reja travolge quel che resta dell’Inter, priva dei campioni che la rendono davvero Internazionale.
Hernanes impazza con passo da ballerino di tango in pensione, frantuma il gioco dei nerazzurri ed esalta le qualità dei suoi compagni di squadra.
L’Inter di venerdì è davvero troppo poca per essere vera. Rafa non può fare nulla, resta la chimera del Mondiale per club, ma l’Inter ci arriva malissimo.
L’altra metà di Milano ride invece di gusto, dopo anni di “Intercrazia”, e si gode il grande traditore, Ibrahimovic. E’ in forma smagliante, è quasi immarcabile, forse lo rimpiangono persino a Barcellona, città di una squadra che disporrà, molto probabilmente, dei primi tre giocatori nella classifica del Pallone d’oro 2010.
Cose dell’altro mondo, come il Barca che ha malmenato il Real di Mourinho. Poveri blancos, vittime della presunzione del loro condottiero ancor prima che delle giocate di Xavi e Iniesta. Mourinho si sgonfia, come un palloncino sul lungomare di Soverato quando l’estate, impietosa, finisce.
I due centrocampisti del Barca nati calcisticamente “vecchi”, considerata l’immane sapienza che dispensano giocata dopo giocata, sono impossibili da decifrare per Khedira, Ozil e chiunque si trovi dalle loro parti.
Come si è capito dal Mondiale in Sudafrica, quest’anno Xavi e Iniesta possono far vincere anche il Pergocrema. Se poi ci aggiungiamo anche un certo Messi Leo, nato a Rosario nel 1987, capiamo che il calcio è e sarà per molto tempo blaugrana.
Chiusa la doverosa parentesi su una squadra forse irripetibile, torniamo al caro vecchio Stivale.
La Juve espugna Catania e prosegue un lentissimo processo di maturazione che non potrà completarsi finché giocano in bianconero Pepe e Iaquinta. Certo sono impopolare, sto criticando l’autore di un bel goal e l’uomo che si è sbattuto a sportellate con la difesa catanese. Eppure i due non sono da Juve, intesa nell’accezione “Charles-Sivori-Platini-Zidane”.
Sono da squadra provinciale emancipata, non da grande.
Stasera bella partita per l’orgoglio meridionale, non è sicuro che il Napoli vinca. E’ molto probabile però. Al Palermo manca la dimensione da trasferta. Al “Barbera” sembrano il Manchester ( e la Roma ne sa qualcosa), ma fuori spesso deludono.
Fare risultato al San Paolo vorrebbe dire molto, vedremo.

Antonio Soriero

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