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Serie A – Per la Lazio sono Krasic amari

COMMENTO 16A GIORNATA SERIE A 2010-2011 – È un genio, solo i geni sono così pazzi da fare da soli a un certo punto.
Lancio alla cieca di Sissoko, uno che non ha i piedi di Pirlo neppure nei sogni.
Milos umilia ancora una volta Cavanda (dato per veloce a inizio partita). Il serbo vola, arriva lì,lì, proprio sotto Muslera. È troppo defilato, come la crosserà, dove la metterà? È l’ultimo secondo…. In breve, che farà?
Tirerà, con un tiraccio d’esterno, un tiro-cross, secondo la terribile definizione di alcuni telecronisti (Rai soprattutto).
Un tiro-cross viscido, che sfugge a Muslera (reo di innumerevoli “papere” da quando è sbarcato in Italia).
All’ultimo soffio, all’ultima pennellata, all’ultimo verso.
È quello il momento, il luogo del genio. La Juve ha finalmente un campione giovane. Si chiama Milos Krasic.
È grazie alle sue corse instancabili, alla sua determinazione feroce, che la Juve insegue un Milan più forte, più completo, più squadra. Un Milan superbo, con lo svedese a fare da titano.
Un Milan che tritura il Bologna “alle raccomandate”, la squadra senza stipendio da settembre.
Un Milan che è primo e che molto probabilmente concluderà così il campionato.
Dietro c’è questa Juve strana. Non è una squadra fortissima, è assolutamente Krasic-dipendente, ma c’è, dopo anni.
Insieme alla Juve c’è il sorprendente Napoli, una squadra dai piedi sudamericani, ma dall’anima slovacca.
È Marek Hamsik il cuore del Napoli, l’asso di livello internazionale, ancor più di Cavani e Lavezzi.
Per naturale affinità, i napoletani preferiscono forse “El Pocho” o Cavani, il bomber uruguagio che sta stupendo tutti.
Però il vero perno è Hamsik, il miglior centrocampista offensivo centrale d’Europa.
Gli preferivo solo Gerrard, adesso Steven è in calo e il futuro appartiene a Marek.
È il vero erede di Nedved. Freddo, essenziale, letale.
Spesso capita di entusiasmarsi per la tecnica o le giocate da foca che ci arrivano dall’altra sponda dell’Atlantico, tuttavia la vecchia Europa, con Krasic, Hamsik e Ibrahimovic tanto vecchia non pare.
Così come la serie A che da tempo non si dimostrava tanto avvincente.

Antonio Soriero

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