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Serie A – La situazione è Grava

COMMENTO 17a GIORNATA 2010-2011 – Da tifoso del Catanzaro ricordo un ottimo terzino che, nonostante una stagione davvero sciagurata della squadra, riuscì a mettersi in mostra in serie B.
Si chiamava e si chiama Gianluca Grava.
Sì, avete capito bene, l’autore del miracoloso salvataggio sulla linea che ha fatto ripartire il contropiede del Napoli, avviando l’azione conclusa dall’apoteosi di Cavani.
Grava è un buon giocatore, francamente non credevo che potesse misurarsi stabilmente in serie A.
Invece mi ha smentito. Ha molto cuore, una tecnica sufficiente per giocare un buon minutaggio nella massima serie e soprattutto sta bene a Napoli.
Sarà l’aria, quella maglia MA-GI-CA ( per evocare il tridente delle meraviglie) o non so cos’altro, eppure Grava è diventato un giocatore da serie A.
L’atmosfera di Napoli sembra avere incantato anche un’anguilla uruguagia che risponde al nome di Edinson Cavani, la vera bomba esplosa in questo campionato.
Segna un goal di quelli alla Frank Lampard quando incanta Stamford Bridge.
Non riesco a dire dove Cavani possa arrivare, ma adesso nel suo ruolo in A c’è solo Ibrahimovic a guardarlo dall’alto.
È stato un grandissimo acquisto per il Napoli, la rivelazione di questa stagione insieme alla Lazio.
I partenopei sono al secondo posto, i tifosi sono in estasi perché le vittorie maturano in quella che ormai è stata ribattezzata “zona Mazzarri”. Il massimo per chi ha sofferto dal post Maradona ai giorni nostri.
Ancora molto immatura è la Juve che non riesce a chiudere una partita “quasi chiusa” a Verona.
Pellissier punisce ancora una volta i bianconeri, rei di aver sbagliato troppo sotto porta.
La Juve è Krasic-dipendente non meno di quanto il Milan sia dipendente da Ibra.
Se il serbo scappa, mette paura a tutti, ma quando non gli riesce il gioco di prestigio come contro la Lazio……per la Juve è davvero difficile portare a casa i tre punti.
Come dicevo, anche il Milan deve emanciparsi.
Il gioco è chiaro: palla a Ibra, come l’Inter di Mancini.
Quando però si incontra un vecchio bucaniere delle panchine come Ranieri, che ne ha viste tante e mastica calcio dai tempi del Ceravolo, allora iniziano i dolori.
Il mister della Roma imbriglia l’asse di gioco milanista che consente a Ibra di avere un supporto costante.
Isolato là davanti il “nasone” non può che soffrire Juan e Mexes, due mastini Doc.
Per questo, guardando il Milan si ha l’impressione di una squadra bella e imperfetta, spettacolare nei singoli, ma incapace, ad esempio, di sfondare davvero in Europa.
Contro il Barca di oggi, ma anche contro il Real (si è visto) o il Chelsea, per il Milan sarebbe notte fonda.

Antonio Soriero

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