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IBR(ividi)

SERIE A COMMENTO 20a GIORNATA 2010-2011 – C’è chi non ha il coraggio di pensare a certe cose. E c’è chi le fa.
Ho più volte avuto occasione di maginficare il totem offensivo del Milan.
La giocata che ieri Ibrahimovic ha regalato al mondo è paragonabile a un grandioso gesto artistico, all’assolutezza del genio.
Come le pagine di Hemingway, le pennellate rabbiose di Van Gogh, le vette raggiunte da Maria Callas, il goal dello svedese è da brividi.
Si rimane a bocca aperta. I più triviali sbottano in un “Che …. ha fatto”, i più poetici potrebbero definirla meraviglia.
Ibrahimovic ha un talento paragonabile solo alla sua arroganza.
Non tutti i grandi geni sono agnellini, si sa.
Con quella pinna di velluto che si ritrova, inventa una traiettoria impossibile in torsione, dalla distanza.
Delle squadre in cui gioca, con animo da consumato mercenario, si dice sempre : “Sono Ibra-dipendenti”.
Sfiderei quasi tutte le squadre e gli allenatori a non dipendere da Ibra, avendolo a disposizione.
Fa reparto da solo, come si usa dire. È immarcabile se sta in forma. Fa vincere gli scudetti.
In Europa talvolta balbetta, ma solo perché soffre i grandi confronti.
Come quello con Messi che l’anno scorso lo travolse psicologicamente a Barcellona.
Adesso nel Milan è lui l’unica superstar.
Se Ibra è tranquillo non c’è modulo difensivo che tenga.
Ieri il Lecce ha coperto bene tutto il raggio d’azione dello svedese, ma poi quel guizzo…..”What a goal!” direbbero i telecronisti inglesi, perché gli aggettivi non sono sufficienti, non rendono giustizia.
Mi viene difficile parlare del resto del campionato, giacchè i capolavori meritano uno spazio a sè.
Tuttavia posso leggere la paura di Allegri perché l’Inter sta arrivando come un Freccia Rossa. Essere beffati dall’allenatore che ha sostituito, Leonardo, sarebbe inaccettabile per Allegri, però attenzione….
Dietro bene la Lazio che riesce a vincere comunque e mantiene una classifica sontuosa, come il Napoli esausto dalla mattanza inflitta alla Juve.
La Juve….Che dire, si aggrappa a Del Piero, ancora una volta. Non basterà per arrivare tra le prime quattro. Non basterà neppure Floro Flores. Ai dirigenti ricordo che la squadra che stanno guidando è la Juve. Sì, avete capito bene, quella con la maglia bianconera che ha fatto la storia del calcio italiano.

Antonio Soriero

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