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Terremoto/Tsunami Giappone 2011: il giorno della grande fuga

17-03-2011 – AGGIORNAMENTO TERREMOTO GIAPPONE 2011 – Ancora un dies horribilis in Giappone. Mentre le scosse continuano a colpire il paese nipponico, il livello di allerta per le radiazioni nucleari ha provocato l’esodo da Tokyo. L’ambasciata italiana a Tokyo ha ripetuto ancora una volta l’invito ai connazionali di allontanarsi dalle zone colpite dallo tsunami e dalla stessa capitale giapponese. Si assiste ad un composto esodo (qualcuno lo ha definito composto panico) da Tokyo. Per le autorità degli Stati Uniti che hanno assicurato la propria disponibilità a fornire ogni aiuto necessario al Giappone (come l’invio di esperti nucleari), la situazione in corso si presenta più grave di quella che viene rappresentata. Una preoccupazione che si aggiunge a quella dei Russi che ieri hanno osservato che gli eventi si stanno sviluppando secondo lo scenario peggiore. C’è il rischio black-out nel paese nipponico dove i consumi di energia per il freddo che ha colpito soprattutto la parte orientale sono aumentati. Intanto si parla di un numero enorme di dispersi che insieme ai morti accertati arriva a circa 20.000. L’economia è in ginocchio e sono in agguato le speculazioni con lo yen che è salito ai massimo sul dollaro. Un rialzo determinato – secondo alcuni analisti – dalla previsione che molte società giapponesI porteranno in patria asset denominati in yen per la ricocostruzione delle zone devastate dal sisma. Sul fronte delle responsabilità è rimbalzata sul web la notizia che secondo un cablogramma Usa ottenuto da Wikileaks e visto dal Daily Telegraph, l’Aiea (Agenzia internazionale per l’Energia Atomica – Iaea International Atomic Energy Agency) aveva rilevato nel 2008 che gli standard di sicurezza del nucleare giapponese erano “antiquati”, verrebbe da pensare obsoleti.

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