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Robert Bunsen e l'utilizzo del suo "becco"

Becco di Bunsen - Foto bruciatore
Becco di Bunsen - ©iStockphoto.com/mozcann

Molti osservando l’odierna pagina di Google in cui vi è un doodle che celebra il 200° anniversario di Robert Bunsen, si saranno chiesti a cosa serve quel curioso macchinario sistemato al posto del classico logotipo di Mr G,  che fa venire in mente gli esperimenti dei chimici. Un macchinario perfezionato dallo stesso Bunsen a cui deve il nome. Ebbene quello strumento divenuto il doodle di google è un bruciatore che consente un flusso continuo di gas naturale (in genere butano con modiche quantità di butano) senza il pericolo che la fiamma torni nel tubo e arrivi sino alla sorgente (alla bombola). La sua forma  necessariamente a becco per il servizio che deve rendere, deriva dalla sua struttura in quanto composto da uno zoccolo con il tubo che riceve il combustibile gassoso con all’estremità finale un piccolo becco (donde becco Bunsen). Usato in chimica, il becco di Bunsen ha trovato spesso impiego nell’esecuzione dei saggi alla fiamma ovvero nella ricerca tecnica di analisi qualitativa per constatare la presenza di ioni di metalli alcalini, alcalino-terrosi e alcuni metalli di transizione. Due ultime annotazioni: quanto al nome “Becco Bunsen” spesso viene fatto notare che nonostante esso derivi da Bunsen, quest’ultimo non ne è l’inventore. E si rileva ancora (fonte wikipedia Italia) che l’assistente di laboratorio di Bunsen, tale Peter Desdega fu colui che perfezionò un progetto precedente di Michael Faraday.

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