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Free uli – Serie A 2010-2011

COMMENTO 33a GIORNATA – L’Udinese è il simbolo della libertà in Serie A.
I bianconeri sembrano giocare a proprio piacimento, tutti gli undici in campo si divertono e si sentono realizzati.
In realtà dietro c’è la regia, davvero sapiente, di Francesco Guidolin, il mister dalla faccia triste, rassegnata, sconsolata.
L’allenatore con la passione del ciclismo, sport di umiltà, sacrifico e dedizione.
L’Udinese di Guidolin, senza i suoi assi Sanchez e Di Natale, sbanca il San Paolo, lo stadio tabù di sera, il palcoscenico preferito dal Napoli di Mazzarri per strapazzare la serie A.
Il Napoli ha sempre condotto le partite al San Paolo, ha dato l’impressione del lupo che accoglie l’agnello per sbranarlo. Non è successo questo con l’Udinese “versione B”, che ha imposto il proprio gioco e si è ricandidata prepotentemente alla quarta piazza della serie A.
Invero, gli uomini di Guidolin avrebbero potuto fare anche di più, poche settimane fa erano a sei punti dalla testa della classifica.
Vette da capogiro, soprattutto per la famiglia Pozzo che, forse, non si aspettava un exploit di questo tipo. Perciò si è avuta l’impressione che l’Udinese abbia un pò frenato i propri impeti.
Si rischiava di vincere, si preferisce far bene.
Fatto sta che nessuno gioca come l’Udinese in serie A.
Se la Juve cialtrona di Firenze fosse stata in grado di proporre un calcio pallidamente simile a quello degli altri bianconeri, avrebbe certamente vinto al “Franchi” contro una Fiorentina che non ha davvero nulla da chiedere al campionato.
Tuttavia, se ad impostare deve essere Pepe, la situazione non può che divenire imbarazzante.
A cinque giornate dalla fine solo il Milan può perdere uno scudetto già vinto.
Non lo perderà, è la squadra più forte, lo merita e la serie A è di livello mediocre.
In coda meritano un plaso il Lecce eroico di De Canio, che pareggia all’ultimo respiro contro l’ottimo Cagliari di Donadoni, e il Chievo eternamente “dei miracoli”.
Ormai i ragazzi in giallo non sorprendono più, neanche quando Marcolini fa un goal che Gerrard sognerebbe di notte, dopo una sbronza sui docks di Liverpool.

Antonio Soriero

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