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Satriano, Passio Jesu Christi: un successo

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SATRIANO – Soffermarsi a parlare di un personaggio, di un dettaglio o di un aspetto della “Passio Jesu Christi” che si è tenuta nella splendide cornice di Piazza Tommaso Campanella  del residence Leotta a Satriano, rischierebbe di mettere in minor luce il carattere corale di tutta la rappresentazione a cui va il principale merito del  successo. Un successo valorizzato e testimoniato dalle numerose presenze che la rappresentazione ha avuto e i forti applausi registrati al termine della stessa. Il regista Enzo Mellace, di professione medico ha lavorato mesi perché diventasse realtà il sogno coltivato sin da giovane di mettere in scena la “Passione di Cristo” per i suoi concittadini adattandola ad un testo del frate Moroni su cui già il compianto padre anche lui versato in materia  aveva recitato in passato nelle vesti di Pietro. E a offrire a Mellace l’opportunità così come a tutti gli interpreti di segnare un “evento” per la città di Satriano, non si è sottratta l’amministrazione comunale satrianese, guidata da Michele Drosi, produttrice dell’evento  della “Passio Jesu Christi”  con in testa l’assessore allo spettacolo e vicesindaco , Alessandro Catalano particolarmente entusiasta dell’impresa che lo ha visto fra le altre cose, fra gli attori insieme ad alcuni colleghi come gli assessori Enzo Monterosso e Teodoro Basile, nonché il presidente del consiglio comunale, Franco Mercurio nelle vesti di Presidente del Sinedrio e protagonista di una splendida performance. Uno spettacolo davvero appassionante per l’intensità delle emozioni che hanno trasmesso gli attori al pubblico e per l’intelligente e in alcuni casi originale modo in cui è stato messo in scena.  Franco Procopio di “Spazio Scenico” e direttore artistico dell’evento con il suo “lavoro ombra” è riuscito infatti ad avvalersi dei moderni strumenti della tecnica in modo molto sottile, tanto che inconsapevolmente pubblico e attori attraverso il gioco dei suoni (abilmente armonizzati da Angelo Greco) e delle immagini (si pensi al serpente e al fuoco apparsi su un megavideo accanto al palco), si sono ritrovati duemila anni indietro a vivere la sofferenza e l’agonia di Gesù Cristo che ha portato alla sua crocifissione. E’ stata una buona occasione per tutti per riflettere sul significato della Pasqua partecipando ad una cerimonia corale in cui osservando dal vivo la sofferenza del Cristo, ognuno ha tratto spunti di meditazione e di preghiera.

Fabio Guarna

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