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San Vito (Cz), "Esploro e conosco il mio territorio"

SAN VITO SULLO JONIO – “Esploro e conosco il mio territorio: un percorso tra cultura, storia, arte ed enogastronomia”  è il libro frutto di un interessante lavoro portato avanti dall’Istituto Comprensivo di San Vito sullo Jonio, diretto dal Prof. Giuseppe Firetto  che nei giorni è stato presentato presso la Scuola Primaria della cittadina delle pre-serre in occasione della chiusura  del Progetto PON  , F 1 – FSE – 2010-146 Modulo genitori, del quale il libro ne costituisce una importante espressione. “Il libro – si legge in un comunicato  – è il frutto del lavoro svolto dalle corsiste, dalle Ins. Elsa Parafati, Eleonora Olivadoti, dall’ Esperto Cuoco sig. Nicola Pitaro e dal coordinamento delle figure GOP Ins. Marianna Migliano ed Elisabetta Barbieri. L’iniziativa è nata dalla sensibilità che l’Istituto  Comprensivo di San Vito sullo Ionio ha sempre avuto verso le nuove sfide lanciate a Lisbona puntando a valorizzare ogni tipo di azione sociale ed educativa aperte ai bisogni socio culturali del territorio. Azioni che in questo caso sono stata prevalentemente dirette a promuovere  l’apprendimento in tutto l’arco della vita (life long learning) dei genitori degli  scolari e studenti dell’Istituto.  Dunque con lo spirito e l’obiettivo di dare maggiore conoscenza e al contempo valorizzare le tradizioni storiche e culturali del territorio calabrese si è dato il via al progetto. “Il lavoro – spiega fra le altre cose in un comunicato il dirigente scolastico Giuseppe Firetto – ha messo in primo piano il senso di appartenenza ad una Terra ricca di storia, di folklore, di tradizioni e si è ampliato sul versante eno-gastronomico”. Attraverso la riscoperta e del patrimonio culturale si è potuto anche valorizzare il sentimento di rispetto dell’ambiente mettendo in evidenza come “la cultura e solo la cultura, scrive il dirigente scolastico –  come rispetto dell’ambiente, dei Beni culturali, come legalità,può rappresentare una leva di sviluppo socio-culturale di un territorio, martoriato, ma anche sconosciuto o misconosciuto”. Ma il compito del progetto non si è limitato ad una “fredda” riscoperta dei beni culturali presenti nel territorio e spesso poco conosciuti, ma è proseguito in un’opera di sensibilizzazione tesa a far comprendere che “i beni culturali devono essere vissuti come risorsa territoriale, non solo come monumenti”. Quindi si è passati al coinvolgimento diretto e fattivo di tutte le realtà sociali, economiche, culturali, che insistono in un determinato ambito con la consapevolezza che solo così “si può realmente incidere sullo sviluppo turistico sostenibile” e si è approfondito lo studio delle storia popolare che “fa – scrive il dirigente scolastico –  grandissima la nostra regione, anche sul piano dell’interesse storico-culturale, nonché sociale e religioso”. Infine il progetto ha puntato l’attenzione sulla riscoperta dell’arte culinaria, definita dal dirigente scolastico Firetto come  una forma d’arte. Una forma d’arte la cui espressione sono state “pietanze, di forme, colori, sapori e profumi di innegabile attrattiva” che nelle sue nelle sue rielaborazioni, nelle reinvenzioni tradisce una matrice senza dubbio contadina. I piatti tipici della tradizione contadina, appartenenti a rituali alimentari legati all’antica sacralità naturalistica”. Al termine della manifestazione ha fatto seguito la degustazione di piatti tipici del territorio.

Fabio Guarna

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