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Soverato, presentazione de "L'alibi del clown" di Antonio Barbuto

Copertina "L'alibi del clown" di Antonio Barbuto

SOVERATO – Si terrà presso il Miramare di Soverato lunedì 1 agosto 2011 alle ore 19,00 la presentazione de “L’alibi del Clown“, raccolta di poesie inedite di Antonio Barbuto, edizione a cura dell’Associazione culturale “La radice”.  Sarà presente oltre all’autore, il giornalista del Corriere della Sera Ottavio Rossani che relazionerà sul lavoro di Barbuto. Al tavolo dei relatori anche il Prof. Vincenzo Squillacioti, Presidente dell’Associazione Culturale “La Radice”. I lavori saranno coordinati dall’Avv. Fabio Guarna”. Antonio Barbuto nato a Soverato il 1936 – si legge nella presentazione dell’autore sul libro – si è laureato in Lettere a Urbino con una tesi sul teatro di Italo Svevo. Ha insegnanto nelle Scuole Secondarie superiori del suo paese d’origine fino al 1971, quando si trasferisce a Roma perché chiamato dal suo maestro Mario Petrucciani come assistente ordinario di Letteratura italiana nell’Ateneo Urbinate. Qui dal 1975 al 1987 ha tenuto la cattedra di Sociologia della Letteratura per poi passare alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza” come docente di Storia della Critica Letteraria. Agli iniziali studi dedicati a “Un adespoto contrasto amoroso nel dialetto di Mammola e all’Origine e semantica dei blasoni popolari nella Zona di Soverato Superiore, ha fatto seguire la riproposta del poemetto antiborbonico e antiteistico Il Te Deum de’ Calabresi di Gian Lorenzo Cardone, scritto dopo la fine tragica della Repubblica Partenopea, in una edizione filologicamente corretta introdotta da un saggio storico-critico e con traduzione in lingua. Quindi ha rivolto i suoi interessi di studioso prevalentemente ad argomenti di letteratura moderna e contemporanea.. A margine dell’attività saggistica, e occasionalmente, ha scritto poesie, non molte peraltro, di cui alcune apparse in rivista. Queste rare e quasi clandestine apparizioni gli hanno procurato la presenza nelle antologie “Poeti della Calabria (1982), Poesie della Calabria (1986), Terra e Scrittura. Voci della cultura calabrese (2003) e nella squisita collana “Poesia in piego (n. 34, 1992) con alcuni testi intitolati Sebnsucht. Dopo aver sostenuto sempre, con compiaciuta civetteria, di essere un autore che si rifiuta al volume, cede ora all’esortazione dell’amica Fiorella Testaj Martinelli e alle lusinghiere e premurose insistenze degli amici e sodali Salvatore Colacitti, Giulio De Loiro, Gigi Fusto, Marziale Mirarchi, Vincenzo Squillacioti, Valentino Ussia e acconsente – entre nous et pour nous mes amis – che l’esiguo mannello di versi, quasi del tutto inedito, diventi pubblico.

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