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Le logiche di Palacio

Preziosi ha resistito, l’Inter non ci ha creduto e lui non ha insistito.
Tre attori coinvolti perché il copione fosse fedele.
Palacio è rimasto al Genoa ed è diventato “il mattatore” della compagnia di Malesani.
I rossoblu, dal rendimento molto altalenante negli ultimi anni, hanno trovato in avvio di campionato una gradevole continuità.
Per tale ragione si ritrovano, inaspettatamente in cima alla calssifica, con l’altra metà di Genova che piange in serie B.
Merito di Malesani che, pur non avendo mai giocato da professionista, di calcio ne capisce, ma soprattutto di Rodrigo Palacio.
L’argentino, tipica seconda punta veloce e tecnica, sta spostando i sogni del Genoa più in là.
Dopo aver scritto la storia recente del Boca insieme a Martin Palermo, Rodrigo sta cercando di sfondare in Europa, partendo da Genova.
Al contrario di quanto fatto da un certo Cristoforo Colombo, Palacio è partito dalle Americhe ed è arrivato in Liguria, convinto del proprio bagaglio tecnico, della sua rapidità nel breve e di quel codino odioso che orna una testa spelacchiata da leone al tramonto.
Certo, il Genoa quest’anno ha anche un portiere vero, Frey, e non più quel circense prestato al calcio che risponde al nome di Eduardo.
Non credo che i rossoblu possano ambire a qualcosa di più della UEFA, però sono una novità interessante di questo campionato che vede le grandi sempre più piccole.
Chiedere al Milan, quasi beffatto dall’Udinese dei vari Badu, Torje e….Basta!
I rossoneri sono ancor più Ibra-dipendenti rispetto alle precedenti squadre in cui lo svedese ha militato.
Senza Ibra il MIlan è un gruppo privo di identità, con dei piccoletti davanti che si affannano in tunnel, ricami e tocchi di fino.
Quando tornerà la quercia di Malmoe sarà tutta un’altra musica, è però una grande squadra quella che pende dai piedi di un unico giocatore?
Secondo me no.
È una grande piccola squadra il Novara di Tesser. Ha un organico da metà classifica in B, il fuoriclasse è Meggiorini. Le chiavi del centrocampo sono affidate a Rigoni, promessa della Juve mai mantenuta.
In teoria dovrebbero essere la squadra materasso della A, in pratica ha rifilato tre goal all’Inter allo sbando dell’ormai ex mister Gasperini.
È il calcio umile, di provincia, costruito sul sudore e con pochissimi grilli per la testa.
L’Inter adesso dovrà ripartire dal post Novara, il punto più basso raggiunto in questi ultimi anni. Ranieri è una brava persona, un allenatore ottimo per rimettere una squadra in corsa. Vedremo cosa riuscirà a ricavare anche dagli ex fedelissimi di Mourinho, uno che appena sente parlare di Ranieri pensa a Massimo, attore, regista e cantante.

Antonio Soriero

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