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Il Marchisio del Grillo

SERIE A COMMENTO 6a GIORNATA – Con quella faccia strafottente sembra non apprezzare alcuna vittoria.
Un uomo che non dà valore alle cose, in ultima analisi un uomo di gran valore.
Questo è Claudio Marchisio. Il Marchisio del Grillo potremmo chiamarlo, per quell’aria presuntuosa e tronfia che ricorda moltissimno il personaggio magistralmente interpretato da Alberto Sordi, uno dei mattatori del cinema italiano. Fedele a uno stile che fa della supponenza ragione di vita, Marchisio si erge a mattatore del Milan sul palcoscenico del nuovo “Juventus Stadium“, non il “Theatre of Dreams” di Manchester, ma comunque un posto splendido per scaldare i cuori del pubblico.
Il Milan fa da comparsa, Ibrahimovic è un interprete demotivato, Seedorf è fuori ruolo. Neanche Emanuelson, scritturato nel secondo tempo da Allegri riesce a dare spinta. La verità è che ai rossoneri manca il regista, lo Strehler che aveva fatto diventare il MIlan “il più grande spettacolo dopo Boateng”: Andrea Pirlo.
Avere un giocatore con quei piedi e quel cervello significa concedere alla propria squadra il lusso, nel calcio moderno, di giocare a pallone. Pirlo immagina e inventa calcio. Un genio.
La Juve è da scudetto? A mio parere no, anche perché la manovra d’attacco è ancora troppo casuale, affidata agli estri di Vucinic e alle sortite infelici di Vidal. Krasic vaga come uno spettro negli angoli più remoti del campo e Del Piero è ormai avviato alla carriera dirigenziale.
Quindi io dico Napoli. Napoli perché c’è una voglia incredibile di spaccare il mondo, di tingerlo d’azzurro, di sottomettere le corazzate del nord.
Vincere 0-3 a Milano non è cosa da tutti.
Maggio sembra Overmars, Zuniga il Djalma Santos degli anni ’60. Se il Napoli prende coraggio, divora il campo. Mi ricorda moltissimo la Juve di Lippi del 1996, quella fame incredibile. Del resto Mazzarri è il nuovo Lippi, crede nel gruppo, crede moltissimo nelle individualità della squadra e , udite, udite, crede persino nella Champions.
È un obiettivo del Napoli ed è bene che Real, Barca, United e Bayern inizino a pensarci.
Guai a sottovalutare gli azzurri, c’è il rischio di ritrovarsi a bocca aperta con due goal di svantaggio e Gargano che corre come il “Diavolo della Tasmania“.
Non merita minore attenzione l’Udinese, la favola ribadita, anche senza Inler e Sanchez. Guidolin ha inventato un nuovo modo di giocare in serie A, potrebbe riprodurre questo modello anche con Morimoto e Almiron. Se invece c’è Di Natale, c’è Isla in esplosione e Asamoah in stato di grazia, l’Udinese può anche sognare la vetta….Ops….Il sogno si è realizzato.

Antonio Soriero

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