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Nocerino superiore

Antonio Nocerino ha fatto “la gavetta” prima di arrivare al Milan.
Ha spremuto i polmoni, ha corso, ha raddoppiato, marcato, strattonato, vinto e perso.
Ha vissuto il calcio di provincia, potendo vantare anche numerose presenze nello sciagurato Catanzaro della stagione 2004/2005 (una delle più umilianti della storia giallorossa in serie B).
Antonio Nocerino non è un campione, chiariamolo subito. Eppure non è neanche un signor qualunque, un travet della pelota.
Ha un tipo di gioco generalmente basato sulla supremazia del fiato rispetto ai piedi.
Tuttavia questo giovane ragazzo campano, meno tatuato e multietnico di Boateng, ha sorpreso tutti mercoledì regalando al Milan una tripletta da applausi.
Il secondo goal è alla Lampard in fase di esplosione, è un sassata cinica, spietata, decisa a umiliare il portiere, insaccandolo in rete insieme al pallone.
Il Milan ha acquistato Nocerino nelle ultime ore del calciomercato di agosto, come un last minute per Edimburgo o per le famigerate East Midlands, opaca regione della Gran Bretagna che Ryan Air tenta di appioppare a costi irrisori a turisti dell’ultim’ora.
Quel genere di turisti che vogliono andare all’estero non per un motivo preciso, ma per “andare all’estero”, a poco prezzo. Un non senso, tipico dello humour inglese, riprodotto benissimo in Italia (tipo fila all’ingresso del Trony…).
Ecco, Nocerino è stato acquistato come un biglietto per le East Midlands e si sta rivelando un biglietto per il capodanno a Parigi.
Galliani, come spesso accade, ha dimostrato di aver avuto più fiuto degli altri.
Il ragazzo non ha grandissimi margini di miglioramento dal punto di vista tecnico, però può diventare un Gattuso più giovane e più aggraziato. Non mi sembra poco per un centrocampo zeppo di creativi, più o meno fragili.
Se anche l’uomo di quantità, il faticatore, si erge a protagonista sotto porta, il campionato non può permettersi il lusso di non considerare il Milan un prepotente candidato allo scudetto.
Come il Napoli, che sta gestendo egregiamente entrambi gli impegni, serie A e Champions.
Mazzarri non ha a disposizione una rosa come quella milanista, eppure ha gli stessi punti dei rossoneri. Neanche questo mi sembra poco.
La Juve invece mette alle corde la Fiorentina per un tempo, creando una mole di gioco impressionante, una sorta di pan di Spagna enorme, così immane da essere ingestibile: un possesso palla del 70% circa, nel primo tempo, si concretizza in un misero goal di Bonucci. Questo sì mi sembra poco, addirittura pochissimo.
La Fiorentina ha tutto il tempo di uscire dagli spogliatoi e di pareggiare nella ripresa.
Matri leva infine le castagne dal fuoco, segnando a seguito di un caotico assolo di Pepe.
La Juve è prima, grazie a Bonucci, Pepe e Chiellini e anche nonostante Bonucci, Pepe e Chiellini.
Una squadra così contraddittoria, aggressiva e apparentemente casuale, non può che avere un grande fascino.
È come quando da bambini si va ad ammirare il circo Orfei. Tra luci, tigri, serpenti, saltimbanchi e clown si resta frastornati, però un circo simile può incantare tutti, forse anche il campionato.

Antonio Soriero

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