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Un freddo Bojan

COMMENTO 11a GIORNATA DI SERIE A 2011/2012 – Il maltempo ha flagellato la Penisola, eppure in alcune zone persistono temperature miti.
A Novara no, c’è stato un freddo Bojan.
Subentrato nella ripresa a Greco (non quello che faceva “Furore”, bensì quello che fa flop), l’eterno bambino della cantera del Barcellona regala un po’ d’ossigeno a Luis Enrique, e ai suoi compagni di squadra, con una prestazione da vero “vice-Messi”.
Alto 1,70, Bojan sembra un bravo nipotino, di quelli che vanno a scuola pettinati, aiutano i compagni e amano i cani.
Sotto porta è invece una micidiale macchina da goal, come dimostrano il suo record assoluto di segnature nelle giovanili del Barca e l’ottimo score realizzativo con la prima squadra blaugrana, nonostante abbia avuto davanti negli ultimi anni monumenti come Messi, Villa e Ibra.
Il goal dell’1-0 romanista è un capolavoro di atletismo, senso della posizione e fiuto del goal: si inserisce con quella gambetta da Cicciobello e di punta trafigge Jimmy Fontana, il quale non riesce ad acciuffare un pallone che non avrebbe preso ”manco Ujkani” (permettetemi ogni tanto qualche gioco di parole che evochi il mio dialetto d’origine).
Bojan continua a macinare calcio per tutto il resto della partita e la Roma esce vittoriosa da Novara, campo non facile come ricorda il povero Gasp.
Prosegue la favola dell’Udinese, che non stanca mai, come “I tre porcellini” raccontati decine di volte dalle nonne ai bambini. Quella costruita da Guidolin non è però una casa di paglia, nessuno riesce a spazzarla via con un soffio. Non è ben chiaro dove possa arrivare quest’Udinese. A mio modo di vedere, non può essere da scudetto, anche perché non è detto che Pozzo abbia interesse a vincerlo. È più comodo rimanere nei quartieri alti, comprando a uno e rivendendo a mille, piuttosto che esporsi e affermarsi definitivamente. Una logica da corrente democristiana che finora ha sempre fatto felice il presidente dei bianconeri.
Di Natale si conferma comunque da top 50 del “Pallone d’oro”. Il suo goal è un saggio di come si debba fintare, in certe situazioni, prima di tentare la conclusione. Un Moscardelli qualsiasi, al posto del capitano dell’Udinese, avrebbe provato subito a tirare in porta, un po’ alla cieca e come va, va…..Totò invece manda in cantina il difensore del Siena, che sciaguratamente tenta di coprirlo con un taglio, e si invola verso gli ultimi 12-13 metri. Da lì non sbaglia mai.
L’Udinese sembra inoltre riuscire a imbarazzare la Cina per quantità e soprattutto qualità di esportazioni: Denis sta facendo la fortuna dell’Atalanta, Cuadrado tiene a galla il Lecce.
“El tanque” a Bergamo regala un goal alla Crespo. Grandissimo movimento, di forza e d’astuzia, a liberarsi del difensore e conclusione con il tocchetto sotto, non proprio il cosiddetto “scavetto”, ma quanto basta per beffare l’estremo difensore. Un goal così esalta gli attaccanti. Infatti Denis esulta come se avesse segnato il goal decisivo nella finale di Coppa America contro il Brasile.
È stata una giornata avvincente, orfana però del match principale. Conte e Mazzarri continuano a scalpitare, come tori da liberare nell’arena.

Antonio Soriero

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