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Serie A Commento – Il direttore

SERIE A 2011-2012 COMMENTO 12a GIORNATA – Certo, non è facile utilizzare la parola “direttore” quando si parla di Juve.
La mente può correre il rischio di concentrarsi su quel Direttore, Luciano Moggi, protagonista di una vicenda giudiziaria che sembra infinita, salvo tavoli organizzati da Petrucci in stile “Cena in Emmaus” (il capolavoro di Caravaggio mi aiuta a uscire da una discussione che a parole rischierebbe di essere faziosa).
Torniamo al calcio giocato, nettamente più bello, speriamo anche più credibile.
Scendiamo con l’occhio dalla tribuna al campo.
Eccolo lì il grande direttore della Juve, il suo Riccardo Muti: Andrea Pirlo da Brescia, 32 anni.
32 anni sono sembrati troppi al Milan per fare miracoli, Gesù non sarebbe stato di questo avviso.
Il fuoriclasse bresciano ha infatti stravolto la Juve, lasciando i tifosi stupiti proprio come i due discepoli nella “Cena in Emmaus” citata in precedenza.
Quando la palla passa dai piedi del direttore, ovvero quasi in ogni azione della Juve, il gioco della discreta squadra di Conte riesce a diventare talvolta strepitoso.
Esattamente come quando Muti dirige Verdi.
Verdi è Verdi, intendiamoci.
La Juve è la Juve.
Però quando Muti dirige Verdi e quando Pirlo fa giocare la Juve, le sensazioni superano i componimenti.
È un trionfo assoluto.
Capita così di vedere il Palermo, una buona compagine in fin dei conti, annichilito non tanto dal goal di un Pepe qualsiasi, ma dalle superbe geometrie di Pirlo.
Lo Juventus Stadium sembra la Musikverein di Vienna.
Così gremito di persone in estasi, dopo anni di delusione e sconforto.
Grazie a Pirlo, un’ apprezzabile orchestra sta diventando eccelsa, sorprendendo più di tutti il campionato.
Per ora la Juve è prima con una partita in meno.
Dietro lo scenario è ancora confuso, il Milan si ferma davanti a Boruc e a un arbitraggio discutibile.
L’Inter ha la meglio sul Cagliari grazie a un guardalinee discutibile.
È indiscutibile invece l’errore clamoroso del guardalinee che a Roma si permette il lusso di annullare a Osvaldo il goal potenzialmente più bello della stagione.
Il gesto tecnico dell’oriundo argentino è di rara pregevolezza, ricorda moltissimo il goal di Rooney ai Citizens nella passata stagione.
Pablo sta iniziando a prendere sul serio l’idea di poter somigliare a Batistuta, non solo nel look.

Antonio Soriero

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