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Camusso: "rischio reale di tensioni sociali". E Monti subito rassicura i sindacati. Che pensare?

CRISI ECONOMICA E TENSIONI SOCIALI – Che cosa pensare quando la voce autorevole di un sindacato dice che “c’è un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi”? Difficile rispondere, ma sui media l’affermazione di Susanna Camusso, segretario della Cgil, si è guadagnata un posto in primo piano ed è difficile pensare uno spazio diverso per una notizia del genere, non solo perché a parlare è la leader del sindacato che conta milioni di iscritti in Italia, ma perché le preoccupazioni della Camusso sono state condivise dagli altri sindacati e l’aria che tira non è delle migliori. La domanda (che pensare?) esige dunque una risposta. Politica ed economica che il Premier Mario Monti, sembra, almeno negli intenti, abbia voluto dare. Infatti in un comunicato pubblicato sul sito del Governo Italiano si legge che il Presidente del Consiglio “ha espresso la volontà del governo di ricercare la massima intesa con le parti sociali sui temi del mercato del lavoro e dell’occupazione, pur nell’esigenza di operare con la sollecitudine imposta dalla situazione”. Significa che il Governo si confronterà con i sindacati, ma, evidenziare quest’aspetto che in fondo non dovrebbe essere abbastanza scontato per un esecutivo che ha all’ordine del giorno interventi sul mondo del lavoro, rischia un effetto boomerang ovvero l’effetto di non tranquilizzare chi potrebbe essere travolto dalla crisi, soprattutto coloro che si stanno avviando verso la soglia della povertà. Perché Monti, mette le mani avanti e tranquilizza che ciò che deciderà sul mercato del lavoro lo farà cercando la massima intesa con le parti sociali? Che ha in mente il Presidente del Consiglio? E soprattutto quanto saranno influenzate le sue scelte se la crisi dell’area euro dovesse indurre al pessimismo nonostante le scelte fatte? E quanto i sindacati sapranno farsi interpreti nella concertazione delle esigenze dei lavoratori e cittadini?  Gli scenari che si prefigurano non sono affatto allegri: la parola rincari domina in tutti i settori, le casse dello Stato attendono nuovi tributi dai cittadini. Si parla anche di ammortizzatori sociali per i quali la Camusso ha chiesto una riforma nella direzione di dare maggiore tutela a chi perde il lavoro. In realtà gli ammorizzatori sociali potrebbero essere l’ultimo salvagente per evitare al sistema sociale di implodere. Se i rischi di tensione sociale sono reali o irreali non è dato saperlo. A qualche pessimista potrebbe venire in mente una frase di Emili Cioran, filosofo rumeno: “Se Noè avesse avuto il dono di leggere il futuro sicuramente avrebbe affondato la sua barca”. Ma per il momento non sottoscriviamo quanto scritto da Cioran perché è cominciato il 2012 e una dose di ottimismo ad inizio anno non guasta. Soprattutto quando – come ci è capitato in questa occasione – abbiamo scritto di getto e siamo arrivati alla fine di questo pezzo senza la voglia di riguardarlo prima di pubblicarlo.

Fabio Guarna

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