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Pato col diavolo

SERIE A – D’accordo, è rimasto al Milan. Non si sa se giurando amore eterno in stile Kaka, ma comunque è rimasto.
È un potenziale fenomeno mondiale, frequenta la figlia del capo, insomma gli manca solo un mezzo sigaro e un Borsalino stropicciato per fare la parte dello “spaccone” anni ’40.
Invece non è per nulla spaccone, è molto timido. Adesso anche in campo e per i milanisti c’è poco da stare Allegri (Massimiliano ovviamente) .
“Il Derby” non è solo uno storico cabaret di Milano, ma Pato ha fatto ridere.
Più che “il Papero” i tifosi milanisti hanno visto in campo Paperoga, per il sommo giubilo degli interisti che hanno fronteggiato una squadra priva di attaccanti.
Se infatti Pato è travolto dalla paura di crescere, il nasone svedese è colpito dal consueto miedo escenico, per dirla come gli ex compagni del Barcellona che, a differenza di Ibra, non sbagliano mai negli appuntamenti che contano.
L’Inter ha avuto vita abbastanza facile ieri sera, giocando un ottimo calcio all’italiana.
Difesa granitica, con Samuel e Lucio ritornati sui livelli di due anni fa e Nagatomo che sembra Roberto Carlos.
Centrocampo di esperienza, vedi Zanetti, e provocazione, vedi Thiago Motta, e attacco ringalluzzito dalla ritrovata verve di Milito.
La partita è decisa da uno svarione di Abate che apre il campo al “Principe”.
Se Diego è in forma, non sbaglia mai quel tipo di diagonale, sul palo lungo, come una rasoiata. Milito segna un goal alla Milito. Va dato atto a Ranieri di aver creduto in quello che a tutti sembrava un ex bomber dalla faccia triste, molto somigliante a quella di Rocky dopo la morte di Apollo Creed. “Rocky” Milito ha ritrovato gli occhi della tigre e ha bruciato il povero Abate, che di Ivan Drago ricorda il volto, ma non certo il fisico.
Il Milan perde così il primato, guadagnato da una Juve brutta che però non perde. E sono 18 partite di fila. Con questa squadra è un miracolo, Conte lo sa bene. Quando Pirlo non gira, e a quasi 33 anni può accadere diverse volte, la Juve ritorna a essere quella locomotiva arruffona che ha fatto disperare i tifosi bianconeri nelle ultime tre stagioni. In attacco è confusione totale, Matri non riesce a trovare la posizione ed è costretto a svariare su tutto il fronte offensivo. Il ragazzo però è un finalizzatore, neanche di primissimo piano, e quindi non gli si può chiedere di fare il Tevez o il Rooney. Un tipo di gioco del genere lo sfianca, rendendolo assolutamente inefficace in area di rigore. Se anche Pepe ritorna sulla terra e viene sostituito da un Krasic ai confini dell’indecenza, il pareggio contro questo Cagliari è d’oro.
La prova dei ragazzi di Ballardini è notevole, ottimi Pisano, Ibarbo e Cossu, genietto fatto in casa che trova un sinistro imparabile per Buffon.
In coda da sottolineare la vittoria del Lecce che riprende coraggio, affondando la Fiorentina in casa. Il reparto offensivo viola è più “spuntato” di un Tavernello d’annata e i Della Valle non hanno alcuna intenzione di mettere mani al portafoglio Hogan. La Fiorentina rischia seriamente un campionato imbarazzante.
A Cesena è di scena Adrian Mutu che festeggia i 100 goal in serie A con la doppietta al Novara. Uno dei più grandi talenti degli ultimi dieci anni, emerso nonostante evidenti vizi e intemperanze, ha forse deciso di salvare il Cesena. Per il Novara è notte fonda, la squadra di Tesser è impalpabile e il goal-flipper di Morimoto è l’immagine della casualità più pura.

Antonio Soriero

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