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Soverato, giornata della memoria: testimonianza dell'eccidio di Montalto

da sinistra: Suor Ausilia Chiellino, Mario Vallone, Carlo Manente e Fausto Pettinanto

SOVERATO – Nella cittadina jonica sono state diverse le iniziative organizzate per il giorno della memoria, istituita con legge n. 211 del 20 luglio 2000. Le scuole di Soverato hanno preparato incontri, proiezioni di video, testimonianze presentate agli studenti. Si è trattato di iniziative molto efficaci tese a sensibilizzare le giovani generazioni sul tema della Shoa. Fra gli incontri organizzati quello promosso dall’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Comitato Provinciale di Catanzaro – Sezione di Soverato. Tema dell’incontro “Il valore della memoria” al quale ha partecipato il reduce Carlo Manente, scampato all’eccidio di Montalto per una casualità e il Presidente Provinciale dell’Anpi Catanzaro, Mario Vallone. Prima dell’inizio dei lavori Fausto Pettinato della sezione Anpi di Soverato ha letto il messaggio ricevuto da Carlo Guelfi Direttore dell’Ufficio di Segreteria del Presidente della Repubblica in cui vi era scritto “Il Capo dello Stato, mio tramite, esprime a Lei e a tutti gli organizzatori e partecipanti il suo apprezzamento per l’evento, che contribuisce a tenere vivo il ricordo della Resistenza e il sacrificio di quanti lottarono per la libertà e la democrazia del nostro Paese”. Quindi Paolo Lagani docente dell’Istituto Soveratese che coordinava i lavori davanti ad un folto pubblico composto prevalentemente da giovani studenti della scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice e del Ciofs di Soverato nonché docenti ed altre cittadini, ha dato la parola a Suor Ausilia Chiellino, dirigente scolastico dell’istituto la quale ha evidenziato l’importanza della giornata della memoria, richiamando la decisione del Parlamento Italiano che l’ha istituita con legge n. 211 del 20 luglio 2000 aderendo alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a mettendo a rischio la propria vita hanno assicurato protezione ai perseguitati. Dopo Suor Ausilia ha preso la parola Fausto Pettinato dell’Anpi di Soverato che ha ripercorso commuovendo in alcuni momenti le varie tappe dello sterminio nazista e ha invitato i giovani a fare propri gli insegnamenti della lotta partigiana: amare la democrazia e la libertà e offrire la vita per difenderle. “Noi dell’Anpi – ha in conclusione del suo discorso detto Pettinato – continuiamo a difendere i valori di essere uomini e donne liberi, anche per dire un grazie a chi si è immolato contro il nazismo e i fascismo. Vogliamo contribuire – ha proseguito – per contrastare un diffuso sentimento di stanchezza collettiva e riconquistare il valore della rappresentanza e quei caratteri fondativi della nostra Repubblica”. Dopo l’intervento di Pettinato è stato proiettato il cortometraggio “Memorie Partigiane”sull’eccidio di Montalto dove le rappresaglie tedesche del marzo del ’44, dopo aver toccato l’ascolano, a Rovetino, a Pozza e ad Umito, continuarono nel territorio maceratese tra Caldarola e Sarnano ovvero in quei luoghi,
dove i partigiani svolgevano una efficace azione di sabotaggio e disturbo ai danni delle truppe tedesche. Il cortometraggio è servito per introdurre la testimonianza di Carlo Manente, scampato al massacro tedesco per una casualità. Manente della Brigata Garibaldi è stato nell’alto Maceratese al fianco di un gruppo di patrioti guidati dal tenente Achille Barilatti. Il suo racconto è stato toccante ed ha colpito gli ascoltatori: “mentre ero in attesa dell’esecuzione (prima una raffica al petto e poi un colpo in testa) e vedevo i miei compagni cadere, mi sentivo sospeso nell’aria e salutavo i miei cari”. Manente è un eroe e il suo pensiero è ancora fermo a quegli attimi e ogni momento della sua vita sembra legarlo indissolubilmente a quegli eventi. Come quando per caso qualche tempo fa, passeggiando a Roma, alzando la testa, si trovò a leggere il nome della via che stava percorrendo: Via Achille Barilatti.

f.g.