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A caval Donati….

A gennaio è arrivato a Palermo un giocatore che ha rivoluzionato la rosa(nero) della squadra guidata da Bortolo Mutti.
Non un giocatore qualsiasi, ma uno che Mutti conosceva davvero bene, avendolo allenato sin da ragazzino nell’Atalanta e di recente anche nello sciagurato Bari che l’anno scorso ha giocato mezzo campionato con William Hill.
Il calciatore in questione è Massimo Donati, un ragazzo dell’81 (come chi scrive l’articolo che avete la compiacenza di leggere).
Un ragazzo di cui si è sempre detto un gran bene, ma talmente tanto bene che la sua carriera stava sfiorendo, come le viole di Rino Gaetano, verso l’anonimato della serie B.
Donati quest’anno ha però deciso di fare sul serio. Ha iniziato un’ottima stagione in B sempre con il Bari e ha meritato nuovamente una chiamata in A, dopo diverse esperienze anche di prestigio naufragate per sfortuna e immaturità calcistica. Adesso ha in mano le chiavi del centrocampo del Palermo e i rosanero, anche per grazia di un Miccoli in formato Romario, nell’ultimo periodo viaggiano a 50 nodi.
Il Palermo ha pagato il centrocampista una sciocchezza ( in confronto alle cifre folli che si sentono per conclamati bidoni), quindi come dire “a caval Donati….”
Massimo corona la sua prestazione maiuscola con un goal che in Sicilia non può non essere accompagnato da un bel “Minchia!” liberatorio. Esulta come un pazzo, quasi a voler scacciare anni di frustrazione trascorsi persino in Scozia, e il popolo rosanero lo acclama come un eroe. L’immagine rievoca alla mia mente il grido della gente valenciana quando i pipistrelli scendono in campo: “Amunt!”
Sempre al Sud si gode parecchio in questo week-end. Cosmi presenta contro il Siena il miglior Lecce visto in stagione. Fate molta attenzione ai due ragazzi colombiani che difendono i colori giallorossi, ma sono di proprietà dell’Udinese. Muriel è tecnico ed esplosivo (Cosmi nel delirio della giornata lo paragona addirittura a Ronaldo, a Serse tutto è concesso), Cuadrado è un funambolo dai piedi fatati. Quest’ultimo sembra essere un giocatore più maturo del primo, ma entrambi hanno doti fuori dal comune. Il goal di Cuadrado è da apoteosi del calcio anni ’60 . La serpentina con cui fa impazzire la scombinata difesa bianconera è alla Sivori, alla Garrincha: irriverente, insistita, maniacale nella ricerca dello sberleffo. Il tocco sotto finale è invece qualcosa che si colloca tra Cantona e George Best. Non riesco a dire ora dove possa arrivare Cuadrado, ma non sembra un fuoco di paglia. Cosmi sta riuscendo a disciplinarlo tatticamente, l’Udinese l’anno prossimo potrà disporre dell’ala potenzialmente più forte della serie A.
Risaliamo per le terre della cara Penisoletta e a Roma assistiamo alla consacrazione di Fabio Borini. Del pirata giallorosso avevo già parlato un paio di settimane fa, della bravura di Luis Enrique pure, tuttavia non mi stancherò mai di ringraziarlo per aver portato nel nostro campionato il coraggio di puntare sui giovani. Nessun allenatore italiano, ad eccezione forse del solo Guidolin, avrebbe mai fatto giocare con questa continuità Borini, Rosi e persino Piscitella! Grazie per averci fatto capire che il cosiddetto “modello Barca” inizia proprio dalla convinzione che il calcio debba osare: via Ronaldinho quando è Ronaldinho e dentro tal Leo Messi, fuori Henry e dentro Pedro. La distruzione del conformismo, questa Roma a Pasolini sarebbe piaciuta tanto.
Chiudiamo al Nord con il Milan di Cesena. Un Milan tosto, rinfrancato dalla brillante prestazione contro quel che resta dei gloriosi gunners. Dopo la “santabarbara” vista a Milano, esplosa in faccia agli uomini di Wenger, i rossoneri si impongono a Cesena con un convincente 3 a 1. Segna addirittura Muntari, uno che era stato messo nella soffitta di Appiano Gentile insieme ai doposci. La Juve è avvisata, il Milan arriva alla supersfida di sabato da vero Diavolo. Chissà se basterà Sant’Andrea per ricacciarlo all’inferno.

Antonio Soriero