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Ettore e Achille – Serie A

SERIE A – Il campionato procede su un doppio binario.
Da una parte l’Eurostar rossonero, guidato da Zlatan Ibrahimovic, dall’altra l’Espresso bianconero, con il motore esasperato da Conte.
I rossoneri mercoledì affronteranno la squadra più forte del mondo, senza Thiago Silva (è più o meno come boxare sprovvisti di paradenti).
La Juve ha affrontato domenica l’ultima squadra ad aver eliminato il Barca in Champions…nel “lontano” 2010!
Milito e Forlan si eclissano, le vecchie glorie della difesa sono ormai facile preda della demenza senile, e Stankovic, tenendo fede al proprio cognome, inizia a sentire inesorabile il peso degli anni.
La Juve vince, da Espresso e non da Eurostar, grazie a un goal di Caceres, l’ammazza-milanesi, libero in piena area di piazzarla alla destra del portiere e, soprattutto, grazie al goal numero 318 di Del Piero Alessandro da Conegliano, già Pinturicchio, come lo definì da subito l’Avv. Agnelli.
Del Piero ha la predilezione a mostrare la linguaccia contro l’Inter.
Da vero simbolo della Juve, contro i rivali storici si esalta. Detta il passaggio al prode Vidal e si intrufola in area, beffando l’intera retroguardia interista e insaccando alle spalle di Julio Cesar, che troppe volte quest’anno ha dovuto raccogliere il pallone in fondo alla rete.
Del Piero è più Ettore che Achille, per vocazione.
Achille è invece lo svedese del Milan, da sempre vulnerabile nel tallone Champions. Vedremo se mercoledì l’esame di maturità sarà passato o no.
Bocciata la Roma, alla quale i tifosi chiedono un’affermazione definitiva, tale da poter far sperare nel terzo posto. I ragazzi di Luis Enrique, non aiutati dai “senatori” in giornata no, escono da San Siro malconci.
Kjaer affronta Ibra in contrasto con la vigoria di Meg Ryan (per rifarmi a un bellissimo scambio di battute del film “Quasi amici”, che consiglio vivamente). Achille ha vita facile e, dopo aver beffato Stekelenburg con un pallonetto, sovrasta Kjaer di fisico ed esperienza, insaccando irrimediabilmente di testa.
Insomma la Juve resta a -4, mentre dietro la Lazio compie un passo importante verso la zona Champions, grazie a un bel goal di forza di Diakité ( cognome da esclamazione cosentina).
Perde l’occasione per farsi sotto il Napoli, raggiunto in casa dal sempre più sorprendente Catania di Montella. Per gli etnei è l’anno magico. Se al San Paolo segna persino Lanzafame, nulla è proibito, neanche un posto in Europa League.
In coda alla classifica la situazione sembra invece tristemente chiara per le ultime tre.
Il distacco di cinque punti dalla quart’ultima inizia a farsi pesante, a nove giornate dalla fine.
A meno di particolari allineamenti Cosmici a Lecce, tra due turni si parlerà solo della corsa scudetto.

Antonio Soriero