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Calabria: bikini affollano le spiagge per il primo caldo

CALABRIA – Si apre la stagione estiva? E’ un po’ troppo presto per dirlo ma il caldo degli ultimi giorni di aprile che si è registrato in Calabria ha offerto immagini tipiche dell’estate sulle spiagge calabrese, fra le quali non poteva mancare quella di Soverato in provincia di Catanzaro. Sono apparsi infatti i primi bikini per proteggere le indossatrici dal forte sole primaverile provocando in loro la prima abbronzatura naturale della stagione. Tiro fuori dai miei archivi un vecchio articolo che scrissi (più di 10 anni fa) che cominciava così “Voglia di mare, voglia di spiaggia (di spiagge calabresi senz’altro), sole e….voglia di bikini”. Voglia di bikini dunque? L’articolo proseguiva così “….non si può nascondere come proprio il bikini sia, nella nostra regione uno degli oggetti più accreditati e ricercati e non solo dal pubblico maschile, ma anche, forse soprattutto, per essere indossato, da quello femminile. La scelta di chiamarlo bikini la si deve al sarto francese, Louis Reard che pensando al luogo in cui fu sganciata, per prova, la prima bomba atomica americana, nel 1946, decise di lanciarne un’altra sulla moda dell’epoca e chiamarla col nome dell’atollo che era appunto “Bikini”. Da allora sono trascorsi tanti e tanti anni durante i quali il “due pezzi” non ha smesso mai di far parlare di sé. Tanti ricordano ancora l’indimenticabile due pezzi di Lucia Bosè che lo mostrò dalla passerella di Miss Italia, di Sofia Loren e quello di Brigitte Bardot e Marilyn Monroe, quest’ultima nel famosissimo “Niagara”. Ebbene dopo avere visto tanti vip che lo indossavano, anche la donna italiana media si decise ad adottarlo continuando a farne uso sino ad oggi. Ed è ormai sindrome da “bikini”. Le vedi ore e ore trascorrere l’inverno in palestra per sfilare quel filo di grasso in più e con il quale il due pezzi a mare per l’estate mal concilierebbe. Le vedi approfittare del tempo libero per fare jogging e mantenersi in forma. Insomma un vero e proprio allenamento prima della grande sfida: la sfida del bikini più bello. C’è chi lo preferisce colore rosso che sta ad indicare passione e forte emotività, chi di colore nero, altre ancora viola o le più eccentriche a più colori. Sono bionde, brune, rosse, castane e per ognuna c’è il bikini che meglio si coordina al colore della pelle e dei capelli, in una gara che indubbiamente abbellisce il colore delle spiagge. Il pubblico maschile spesso finge di ignorarlo, ma appena giunge l’inverno il primo pensiero appena capita di rivedere la vicina di ombrellone è: “in bikini è una favola”. Pensiero spesso esternato e divulgato a tutto spiano. Certo, per molte il bikini rappresenta una espressione di libertà e quindi chi lo indossa non è detto che si ponga prima di ogni altra preoccupazione quella estetica o del successo con gli uomini anche se non si può dire che questo intendimento sia del tutto escluso. Dal punto di vista etico chi agisce così fa bene, anche se sarebbe utile che riflettesse un poco sugli esiti del suo amore per la libertà (il bikini non è da tutte!!). E se, come abbiamo visto il bikini ha una storia, dobbiamo dire che ha anche un prezzo. Si va dai più costosi di marca a quelli senza marchio ma pur sempre belli ed economici. Anche se è probabile che un due pezzi di non grande qualità accompagnato da un corpo mozzafiato riesca ad essere apprezzato più di un costume costosissimo. E’ quanto è accaduto al bikini di Ursula Andress, pagato oltre cento milioni il quale sebbene di fattura modesta lanciò la moda delle Bond Girls ben rappresentata in questo caso dal corpo incantevole della splendida Ursula”.

Fabio Guarna