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Serie A: Obi & work

SERIE A COMMENTO – Conte ha utilizzato la cultura del lavoro come leva per sollevare la Juve dalle angustie dei precedenti settimi posti.
Un altro allenatore giovane sta lavorando per restituire all’Inter la dignità perduta, dopo una stagione di travaglio gestita da Gasperini prima e da Ranieri poi.
Andrea Stramaccioni gioca fino in fondo le sue carte, è la sua grande chance, non si tira indietro. Ha aperto con un due e con un tre e gli sono arrivati tre assi: Sneijder, Milito e….Obi.
Sì, proprio Obi, il pimpante nigeriano su cui l’Inter del futuro dovrà puntare. Logorati dai troppi successi, Lucio, Maicon e Stankovic paiono locomotive abbandonate nei pressi delle stazioni periferiche: pezzi pregiati corrosi dal tempo. Obi è l’onda nuova, un’onda anomala, non stiamo infatti parlando degli acclamati Balotelli o Thiago Alcantara.
Stramaccioni ha imboccato la strada giusta, quella che può condurre al terzo posto, Udinese permettendo.
I friulani vincono la sfida-verità contro la Lazio e sbattono i biancocelesti psicologicamente fuori dalla corsa per la qualificazione in Champions. La Lazio è svuotata, priva di verve e frustrata. Lo dimostra l’indegna gazzarra a fine partita, durante la quale i biancocelesti hanno dato davvero il peggio. Una brutta immagine del calcio che ben si abbina allo show minatorio dei tifosi genoani di qualche giorno fa.
Una lezione di stile e di vita arriva dalla Renania. I tifosi dello Schalke 04 omaggiano Raul, l’asso spagnolo che ha deciso negli ultimi due anni di deliziare un pubblico abituato al grigiore del calcio tedesco, efficace, ma senz’anima. Raul ha portato in Germania anima e goal, a raffica, come da abitudine. I tifosi piangono per l’addio del loro beniamino, Raul si commuove. Tutto bellissimo. Lo sport è lo stesso praticato ieri sera anche al “Friuli”, ma la distanza è ben più di quella che separa Udine da Gelsenkirchen.
La Juve trita il Novara, ispirata da quel genio discontinuo che risponde al nome di Mirko Vucinic. La partita decisiva per i bianconeri vedrà Vucinic affrontare la sua ex squadra, un Lecce agguerritissimo che dovrà vincere per sperare di salvarsi. Un Lecce ferito dal Parma e più esattamente dal talento di Giovinco, ex juventino in predicato di trasferirsi al Barcellona. Sebastian ha numeri da blaugrana, in Italia lo sanno tutti, all’estero devono ancora capirlo.
Speriamo che gli Europei servano a far esplodere la “formica atomica”. Nell’avventura azzurra sarà accompagnato da un grande Cassano, tornato ieri ai livelli che conosciamo e da Antonio Nocerino che, se non fosse per il cognome di chiare origini meridionali e la faccia da bravo ragazzo italiano, potremmo benissimo chiamare Frank Lampard.
Il goal al Siena è frutto di una percussione insistita da incursore di razza. Sempre più bravo.

Antonio Soriero