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“That’s all Folks!” – Serie A ultima giornata

Cala il sipario sul campionato.
L’Udinese si qualifica per i preliminari di Champions, strappando la terza piazza a squadre che si chiamano Lazio, Inter e Napoli. Tutte messe in fila dal piccolo miracolo di Guidolin, che ha creato un gruppo di dieci persone ideale per esaltare le capacità di Totò Di Natale, il Messi di provincia.
Totò regala l’ultima perla al campionato, segnando al Catania con uno “scavetto” delizioso che fa venire a Spolli la tentazioni di togliere la “S” dal cognome, per quanto cocente sia la beffa di vedersi superato da un pallone calciato in quel modo.
Retrocede il Lecce, che non credeva più nella Serie A dopo la sciagurata sconfitta con la Fiorentina.
Cala il sipario anche sulle carriere di due campioni che hanno accompagnato gli ultimi 18 anni della mia vita, i più importanti.
Stagioni scandite dalle gesta di questi due ragazzi, vecchi solo per il calcio.
Uno è Alessandro Del Piero, la Juve.
L’altro è Pippo Inzaghi, la parte viscerale del football, il goal in casacca e pantaloncini.
Alex lascia la Juve e forse continuerà a giocare.
Pippo lascia il Milan e forse smetterà.
La giornata di ieri ha rispettato un copione scritto dal destino, entrambi in rete, nell’ultima giornata davanti al proprio pubblico.
Del Piero alla sua maniera, piazzandola in un angolo irraggiungibile per il portiere.
Pippo alla Inzaghi, stop sporco di petto, palla sul destro sgraziato, pallone alle spalle del portiere. Come sempre.
Mi vengono in mente i goal di Alex “nel sette”, i goal di tacco e IL GOAL alla Germania, quello che fece chiudere le valigie a Bergomi e Caressa per andare a prendere la Coppa a Berlino.
Pippo, i goal con cui ha stroncato le grandi d’Europa, il goal di spalla al Liverpool, il pallonetto alla Ajax quando il tempo era finito per tutti, tranne che per lui. Le sue esultanze, smodate anche sul 5-0. Ha segnato a Kahn, a Buffon, persino a Cech nei Mondiali del 2006.
Ricordo bene l’azione: Barone, tutto solo a destra, disperatamente chiamava palla. Inzaghi, da Inzaghi, lo ignorò, cercando di dribblare Cech, con la sua tecnica inguardabile. Un dribbling da spiaggia che mise a sedere uno dei più forti portieri del mondo. Palla nella rete. Esultanza incontenibile. Quelle che hanno sempre fatto impazzire Piccinini, quasi collassato ai microfoni Mediaset in certe occasioni: “Incredibile! Proprio lui! Non sbaglia! Rete!!!”
I lunedì con gli amici a discutere di quanto Del Piero fosse forte, impaurito, fragile, fenomeno, finito, risorto….
E Inzaghi: uno scarpone, un animale d’area, una zappa con i piedi, un fenomeno, letale, ridicolo, unico.
E’ come se ieri qualcuno avesse bucato il mio pallone, come se mamma mi avesse richiamato dal cortile.
Alex e Pippo hanno smesso.
Con loro passano, come treni in galleria, i ricordi di tutti questi anni.
E sono ormai convinto da molte lune dell’inutilità irreversibile del tempo”, mi metto a cantare Rino e fumo una sigaretta.

Antonio Soriero