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Guardavalle: presentazione libro "Banditi e briganti" con Enzo Ciconte

da sinistra: Pietro Melia, Enzo Ciconte, Domenico Romeo e Alfredo Lancellotti

GUARDAVALLE – Si è tenuta a Guardavalle nei giorni scorsi presso la Sala del Museo di Pietrarotta nel complesso agrituristico Fassi  la presentazione del libro “Banditi e briganti” di Enzo Ciconte alla presenza dell’autore. L’iniziativa è stato promossa dall’Istituto Comprensivo Statale Aldo Moro e collocata nel calendario degli incontri previsti all’interno del progetto “Gutenberg“. I saluti e la presentazione degli ospiti è stata curata dal dirigente scolastico Alfredo Lancellotti mentre i lavori e il dibattito che ne è scaturito al termine della lectio magistralis di Enzo Ciconte sono stati moderati dal giornalista Rai, Pietro Melia. Fra i relatori, l’Avv. Domenico Romeo, ricercatore storico, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria che ha pubblicato numerosi saggi ed articoli, ben documentati, sulle vicende secolari di alcune municipalità calabresi. Romeo presentando il libro ha colto gli aspetti più salienti dell’opera illustrati sotto un profilo storico davvero originale che fanno del libro di Ciconte un punto di partenza nell’analisi del fenomeno del brigantaggio. Il leit motiv della dissertazione di Ciconte è stato quello di mettere a confronto i fenomeni criminali di natura associativa dell’epoca moderna come la ‘ndrangheta con il fenomeno del brigantaggio. Al riguardo Enzo Ciconte, scrittore ed ex parlamentare è riuscito a smentire diversi luoghi comuni che considerano il brigantaggio come antesignano della ‘ndrangheta. In alcuni casi, Enzo Ciconte ha spiegato le sue ragioni con molta semplicità finendo addirittura con il far appariree aberranti le tesi che spingono nella direzione di una continuità fra brigantaggio e malavita organizzata. In altri casi invece, incalzato dal pubblico, Ciconte ha trattato l’argomento in maniera sottile, come quando rispondendo ad alcune domande ha fatto notare che nelle leggi contro il brigantaggio dell’epoca c’era molto poco in comune con quelle contro la ‘ndrangheta di oggi e come il consenso che la popolazione manifestava nei confronti dei briganti era completamente diverso per tante ragioni da quello che oggi invece si riscontra in determinate zone ad alta densità mafiosa. Considerazioni queste ultime che sono servite all’autore per avvalorare la tesi che è stata il leit motiv dell’iniziativa. – Fabio Guarna