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Porto di Soverato-Satriano: attese, annunci e sofismi

SOVERATO/SATRIANO (provincia di Catanzaro) – Per parlare oggi del porto di Soverato/Satriano prendiamo a prestito una battuta di Oscar Wilde: “amo molto parlare del niente, è l’unico argomento di cui so tutto”. Qualche mese fa il ripetersi con continuità degli incontri sul costruendo porto e la stesura degli atti necessari per l’iter procedurale hanno lasciato credere che non era il solito vuoto esercizio di retorica di cui da decenni si era abituati, ma che effettivamente ci fosse qualcosa di concreto all’orizzonte, tanto che se non proprio la posa della prima pietra con l’arrivo dell’estate, qualcosa in più che il silenzio di questo periodo sull’argomento si sarebbe aspettato. Ma cosa è successo? Perché del Porto non se ne parla più?  Il progetto si è arenato (il verbo è forse più che mai azzeccato)? Tentiamo di trovare una risposta cercando di partire dalle ultime notizie rimbalzate sugli organi di informazione. Ebbene in Regione presso gli uffici dell’assessorato all’urbanistica sono stati convocati più di qualche mese fa il sindaco di Soverato, Leonardo Taverniti che ha ereditato il progetto dal predecessore Raffaele Mancini e quello di Satriano, Michele Drosi. Quest’ultimo al termine dell’incontro che si è tenuto con il direttore generale dell’urbanistica, Cutortì, ha raccontato di avere appreso che la Regione Calabria nel master plan sulla portualità regionale in fase di predisposizione, ha intenzione di inserire il porto di Satriano/Soverato. E così è stato, infatti pare che qualche giorno dopo in un incontro molto partecipato a Lamezia il Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti ha annunciato l’inserimento del porto che a questo punto, per brevità e per evitare campanilismi sarebbe il caso di chiamare “Porto di Sovetriano” così come lo ha battezzato in una intervista l’arch. Antonio Riverso, nel master plan sulla portualità regionale. A questo punto i prossimi passi ipotizzabili come del resto aveva detto il sindaco di Satriano Michele Drosi, sarebbero stati quelli di intensificare gli incontri fra l’Amministrazione Comunale di Satriano e quella di Soverato per valutare complessivamente l’opera e – aveva aggiunto il primo cittadino satrianese – nel caso sia necessario rivederne alcuni aspetti”. Sugli organi di informazione – a dire il vero – non sono filtrate molte notizie sull’esito di incontri sul tema porto fra le due amministrazioni. Amministrazioni peraltro rappresentate dagli stessi sindaci, poiché a Satriano dove si è votato ha nuovamente vinto Michele Drosi, confermato per la seconda volta. Ed allora a che punto sono gli incontri che si sarebbero dovuti intensificare fra le amministrazioni di Satriano e Soverato come aveva prospettato Drosi sul costruendo Porto? Ci sono stati? L’iter procedurale a che punto è? O tutto si è arenato in chissà quali secche? Tornando alla battuta di Oscar Wilde “amo molto parlare del niente, è l’unico argomento di cui so tutto” è il caso di ricordare una delle tanti discussioni che nel corso degli anni si fecero sul porto, ovvero quelle relative alla sua destinazione. Al riguardo non sono mancati gli esponenti politici che, sensibili alle problematiche della classe meno abbiente, hanno deplorato che si pensasse ad un porto destinato ai vacanzieri di lusso e non ci si curasse di prevedere al suo interno il rifugio delle barche da pesca e degli altri natanti destinati alle attività marinare degli operatori della zona. A dir vero, una giustizia, a suo modo giusta, è stata puntualmente realizzata: non ci sono posti per i vacanzieri di lusso, non c’è posto per le barche e le “paranze” dei pescatori locali. E non c’è nemmeno il porto. E nemmeno una traccia, un indizio, un percorso che ne segnali sul terreno la sua messa a regime. Fabio  Guarna