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Ada Lovelace: doodle per la prima informatica della storia

Google Doodle - Ada Lovelace
Doodle – Ada Lovelace

DOODLE GOOGLE – Era da un po’ di tempo che Google non metteva un Doodle al posto del logotipo principale della home page. Per il 10 dicembre però ha pensato di ricordare Ada Lovelace all’anagrafe Augusta Ada Byron prima del matrimonio con William King, Conte di Lovelace, in occasione del 197° anniversario della nascita. Un Doodle che si sviluppa secondo una serie di immagini posti sopra ogni lettera di Mr G in cui sembra percorrersi la storia dell’informatica. Cliccando sul Doodle si ottengono il risultati della chiave di ricerca “Ada Lovelace”.
MACCHINA ANALITICA – La notorietà di Ada Lovelace è dovuta alla macchina analitica (Analytical engine) per la quale la Lovelace realizzò molti lavori teorici fra i quali quello che è considerato il primo programma informatico della storia, ovvero un algoritmo che permetteva il calcolo dei numeri di Bernoulli: una successione di numeri razionali molto importanti in vari problemi. Un lavoro per la quale oggi molti la riconoscono come la prima programmatrice di informatica della storia.
BIOGRAFIA – Nata a Londra il 10 dicembre 1815 e deceduta nella stessa capitale inglese il 27 novembre 1852, Ada Lovelace, unica figlia legittima del poeta Lord Byron con il quale non ebbe alcun legame e della matematica Anne Isabella Milbanke, restò orfana di padre a 9 anni e fin da piccola si appassionò di matematica puntando la sua attenzione su quanto aveva creato il matematico Charles Babbage: la macchina analitica, il primo prototipo di computer meccanico creato per eseguire compiti generici. Durante l’infanzia e l’adolescenza Ada ebbe qualche problema di salute nonostante i quali si avviò agli studi matematici spinta dalla madre che temeva potesse scegliere di dedicarsi alla letteratura come il padre con cui si era lasciata. In età adulta la Lovelace frequentò molti matematici e incontrò Charles Babbage che la colpì molto per le sue idee, ma anche il matematico fu ammirato da Ada tanto da definirla “l’incantatrice dei Numeri”.
Fra i lavori della Lovelace c’è anche la traduzione e il commento in lingua inglese di alcuni articolo dell’italiano Luigi Federico Menabrea, su un modello futuro della macchina di Babbage simile a quello della macchina di Turing. Un modello dotato di un “magazzino” (memoria), “mulino” (CPU) e “lettore di schede perforate” (input). Nell’articolo Ada Lovelace prefigurava di fatto un modello di intelligenza artificiale. Tormentata la sua storia familiare con la sorellastra Ada Byron che non conobbe mai.