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Chi va Pjanic….non va lontano

Forse non era colpa solo di Zeman, la Roma non gioca a calcio.
Peccato, perché ha a disposizione grandi individualità, ma non è una squadra.
Ricorda più un gruppo di anarchici scolari in gita.
Ieri la gita di Genova si è conclusa con un passivo zemaniano, 3 goal sul groppone e tutti in aereo per Roma.
Le individualità, dal punto di vista tecnico, sono di un certo valore, ma i giocatori appaiono spesso svogliati, indolenti, apatici.
Sembra quasi facciano un favore ai tifosi giallorossi ogni week-end, giocano proprio perché questo viene loro richiesto. Altrimenti sarebbe meglio fare qualche altra cosa…..
Questo pensa forse Pjanic, uno degli uomini rilanciati da Andreazzoli per cercare di invertire la rotta scellerata del boemo.
Pjanic gioca una partita da ballerino, non da Nureyev, ma da amico di Maria de Filippi. Fragile quanto goffo, il bosniaco dà il peggio di sé in regia. Davanti è confortato, in questo atteggiamento infantile, dal sempre umorale Osvaldo.
L’oriundo vuole battere persino un rigore da lui procurato, sottraendo la palla nientemeno che al supremo Totti.
Il rigore di Osvaldo si risolve in un comodo appoggio per Romero che, per una domenica, fa la parte del portiere di caratura internazionale.
La Roma sprofonda, sbeffeggiata anche da Delio Rossi che si riscopre, più che mai, ex laziale e sciorina tutto il suo peggior repertorio (per informazioni chiedere a Ljajic ).
La domenica si esprime in favore della Juve, che sabato aveva travolto, nel gioco più che nel risultato, una Fiorentina presuntuosa. Montella si presenta a Torino con i due registi, emuli di Xavi e Iniesta, e senza ipotizzare una marcatura per Pirlo. Quando il vecchio Andrea ha almeno cinque metri per ragionare, la partita a centrocampo è quasi sempre persa. Non credo che Montella possa aver sottovalutato Pirlo, credo invece che abbia confidato troppo nella capacità della sua squadra di fare gioco.
I viola ne escono con le ossa rotte e Conte può festeggiare.
Complice anche il risultato di Roma. Lazio e Napoli danno vita a un match tutto grinta che si conclude con un pareggio tutto sommato giusto. I biancocelesti possono dolersi di aver fallito un paio di occasioni per fissare il risultato sul 2-0. Hugo Campagnaro, con un colpo alla Ibra, regala ai partenopei il pareggio.
Il Napoli ci crede ancora tanto, la Lazio ormai punta a difendere il terzo posto dagli assalti di Inter e Milan.
I nerazzurri domano facilmente in casa un docile Chievo, ritrovano un goal di Milito e Stramaccioni può finalmente trascorrere un sereno lunedì invernale.
Il Milan si salva con un rigore a Cagliari. Il rigore c’è sempre, manca la crescita, per parafrasare un recente refrain politico.