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Sicilia, affare eolico: confisca della Dia da 1 miliardo e 300 milioni

SICILIA – Si parla del valore di 1,3 miliardi (diconsi miliardi), ovvero un miliardo e 300 milioni di euro, il valore dei beni messi sotto sequestro dalla Direzione investigativa antimafia a colui che è stato definito il “re del vento”, imprenditore nel settore dell’energie alternative come l’eolico, Vito Nicastri per il quale pesa il sospetto di contiguità con Cosa nostra. Si tratta del più grande patrimonio confiscato sino ad oggi. L’imprenditore siciliano aveva raggiunto il successo imprenditoriale, secondo le ipotesi investigative, grazie alle relazioni con numerosi esponenti della mafia siciliana fra i quali Matteo Messina Denaro, latitante e primula rossa di Cosa Nostra. Vito Nicastri, destinatario di un provvedimento di obbligo di soggiorno nel suo comune di Residenza (Alcamo) avrebbe assunto una posizione leader nei settori d’investimento in diverse regioni d’Italia oltre alla Sicilia come Lombardia, Lazio e Calabria. Il sequestro record è stato disposto dagli uffici della Dia di Palermo coordinata dalla Procura di Trapani e dalla Direzione antimafia di Palermo. I sigilli sono stati effettuati su 43 tra società e partecipazioni societarie legate al settore della produzione alternativa dell’energia elettrica, 98 beni immobili, ville abitazioni, terreni e depositi, 7 fra autovetture, motocicli e imbarcazioni e 66 cosiddette “somme a disposizione” (cd disponibilità finanziarie) in  conti correnti, depositi titoli, fondi di investimento e altri strumenti finanziari.