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Marcellinara, Luana Fabiano e i Covoni della speranza

MARCELLINARA (CZ) – Spesso il tempo è tiranno e per chi scrive, affidarsi ad un appunto o ad un comunicato, per raccontare un evento che avrebbe voluto seguire, dove avrebbe voluto esserci è poco gratificante. In compenso però, se si tratta di opere che restano, ovvero come nel caso che ci riguarda di poesie, la presenza può essere quella dello spirito e così, nell’opera di “esegesi” del comunicato che facciamo scrivendo della serata di presentazione silloge “I covoni della Speranza”, della poetessa Luana Fabiano, la nota ci può essere utile per tuffarci dentro le emozioni della serata che sono le emozioni dei versi di Luana. Il comunicato inizia così: “Dall’uscio sgangherato si addentra il profumo della speranza” : sono questi i primi versi della poetessa Luana Fabiano che risuonano nella piazza Francesco Scerbo di Marcellinara in occasione della presentazione della silloge “I covoni della speranza” curata dall’Associazione Culturale Femminile “ I Fili di Arianna”. Versi con i quali Lina Tavano, Presidente della suddetta associazione, introduce il mondo poetico di Luana Fabiano, mondo che rilascia gocce di felicità e che sa consolare, costellato di bellezza e di semplicità, di sogni d’infanzia che sulla carta si realizzano”. L’incipit è senz’altro azzeccato se si pensa alla struttura dei componimenti di Luana: delle gocce, senz’altro delle gocce semplici dei suoi sogni di bambina. Del resto come a suo tempo, ci aveva spiegato la poetessa – “La scelta del titolo rimanda alla concezione personale della poesia, fatta di improvvise intuizioni, di illuminazioni, di svelamento di verità attraverso la “parola” che si rivela privilegiato strumento di scavo interiore, mezzo epifanico di sensazioni e di emozioni. I covoni hanno il profumo dell’infanzia, della terra, del mondo degli umili, della genuinità dei gesti e dei sentimenti, della vita che nasce, muore e rinasce, della speranza dell’eterno. Affastellati come covoni, i fogli brulicano di parole senza età”. E non sbaglia dunque Silvana Scerbo quando afferma che la Poesia di Luana “che esprime fiducia nella parola e nella vita, parole in grado di far rifiorire tutto ciò che sfiora il suo pensiero”, e ancora Rosina Angotti che commenta così la raccolta poetica “Dolce si leva la voce della sua poesia che soffia consolazione e granelli di speranza. Luana ci conduce in un abbraccio con la natura, coglie le cose con uno sguardo fanciullo, con spensieratezza. La poesia di Luana a noi ricorda Pascoli, quel fanciullino che fa volare con la fantasia in mondi meravigliosi. Luana ha mantenuto la capacità di meravigliarsi”. Durante la serata è intervenuto l’Assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri il quale come riporta il comunicato ha dichiarato: “Questa è certamente una serata speciale per diversi motivi: perché presentiamo un libro e ogni libro pubblicato è uno scintillio di luce; perché è un libro di poesia in questa età piena di infingimenti, in questa epoca piena di passioni tristi, poesia che è un luogo liberato, un luogo dove ciascuno di noi senza alcun interesse può essere finalmente se stesso, la voce dell’anima. La Calabria ha principalmente bisogno di poesia. Un’altra ragione che rende la serata speciale è che il libro è scritto da una giovane intellettuale; già essere giovane donna e calabrese significa essere tre volte eversivi, in un contesto significativo, tre volte eversivi e tre volte eretici, Luana è donna come è donna la poesia, la cultura, come è donna Marcellinara. … La Calabria è la terra di Francesco Costabile, di Lorenzo Calogero, voci liriche importanti del novecento italiano alle quali si aggiunge quella di Luana che dalla sua quercia dei sogni ci regala parole di grande allusiva bellezza”. Infine Luana Fabiano nella sua Marcellinara, teatro della sua infanzia e della sua ispirazione poetica: “Alla stagione dell’infanzia sempre fresca risale la mia passione per la poesia, a quella stagione in cui il contatto con la natura e con i suoi incanti è stato abbagliante. Una comunione affettiva, una relazione fertile si è immediatamente creata con la natura, che si è svelata nella sua generosità, nella sua bellezza, nella sua armonia e che è riuscita a riassorbire ogni conflitto, ogni angoscia giovanile e matura, angoscia che negli anni ho trasformato in accettazione: l’accettazione di essere parte di un piano complesso che include la felicità e l’incanto, ma anche la sofferenza. Lo stupore giovanile di fronte allo spettacolo del mondo si è quindi tracciato come rivelazione epifanica di una immanenza che seguirà, lo avverto, per tutta la vita, perché come sosteneva la poetessa portoghese, Sophia de Mello Breyner Andresen, la poesia è “ … la mia spiegazione con l’universo”. Scoprendomi, dunque, su questa piattaforma privilegiata di osservazione delle molteplici sfaccettature del mondo nelle sue manifestazioni impercettibili o eclatanti, nell’infinitamente piccolo come nell’espansione estrema dell’universo, ho appreso l’alfabeto del silenzio che, dopo una lunghissima attesa, con I covoni della speranza ha dato forma al mio sogno d’infanzia”. Gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalle suggestive letture di alcuni versi della Fabiano, da parte di Rosina Angotti e Maria Scerbo.

Al centro Luana Fabiano e accanto l'assessore Mario Caligiuri
Al centro Luana Fabiano e accanto l’assessore Mario Caligiuri