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Amigdala e teoria del prospetto: si soffre più la perdita che il guadagno

TEORIA DEL PROSPETTO – Riportiamo direttamente da Wikipedia Italia: “l’amigdala, o corpo amigdaloideo, è una parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo la paura. A livello anatomico scientifico viene definita anche come un gruppo di strutture interconnesse, di sostanza grigia facente parte del sistema limbico, posto sopra il tronco cerebrale, nella regione rostromediale del lobo temporale, al di sotto del giro uncinato (uncus) e anteriormente alla formazione dell’ippocampo”. Ed è proprio questa parte del cervello che pare, secondo uno studio condotto dal Nobel Daniel Kahneman, ci fa avvertire maggiormente la perdita di una somma che il guadagno. La teoria messa a punto è stata definita “teoria del prospetto” ed è stata elaborata per comprendere i meccanismi psicologici che determinano l’avversione alle perdite soprattutto per quanto riguarda le implicazioni che potrebbero avere sui mercati finanziari che hanno anche questa componente irrazionale. In sostanza il cervello dell’uomo innanzi ad una situazione di pericolo non calcola le possibilità di vantaggio quanto quelle di evitare al massimo le perdite. La dimensione dell’amigdala è quella che determina in misura minore o maggiore l’avversione alla perdita che è distinta per ciascuna persona. Vero è che ciò dimostrebbe come le scelte degli investitori che muovono i mercati finanziari spesso non hanno una base esclusivamente razionale e le emozioni finiscono con lo smentire che chi investe, calcola allo stesso modo le probabilità di rischio e rendimenti attesi. Ed allora: chissà se a investire fossero dei computer – viene da chiedersi – che trend avrebbero i listini di borsa del mondo?