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Concorso Dirigenti Scolastici: novità. Iniziativa lodevole da non vanificare

SOVERATO – Apprendo con piacere la notizia che nelle novità proposte dal Ministro Maria Grazia Carrozza e approvate dal Consiglio dei Ministri riguardanti il cd pacchetto “L’istruzione riparte” c’è la rivoluzionaria decisione di cambiare i metodi di reclutamento dei dirigenti scolastici. Qualche tempo fa e in tempi non sospetti, infatti, avevo espresso una serie di osservazioni sulle riforme scolastiche, considerazioni puntualmente riprese da diverse riviste di settore, in cui rilevavo che una vera riforma della scuola dovrebbe smantellare completamente gli attuali criteri di reclutamento che non tengono in assoluto conto delle professionalità necessarie per dirigere, gestire e portare avanti una istituzione scolastica con l’obiettivo di raggiungere risultati ragguardevoli. Riforme, in questa direzione, spiegavo, in passato ci sono state, ma dai limitati effetti tanto da potersi definire riforme nominali. A prova di questo facevo notare la terminologia usata un tempo di bidello, applicato di segreteria, segretario, preside divenuti rispettivamente collaboratore scolastico, assistente amministrativo, direttore dei servizi generali e amministrativi e dirigente scolastico, per dimostrare quanto sottesa a questa trasformazione ci fosse la volontà di dare nuove mansioni ai soggetti interessati alla luce del mutato quadro burocratico-amministrativo. Purtroppo al cambiamento nominale però – come è noto e facilmente provabile – non è seguito completamente quello sostanziale. Infatti se proviamo a pensare ad altre istituzioni amministrative il cui modello organizzativo-burocratico nelle varie riforme scolastiche è stato “scimmiottato”, le figure apicali vengono reclutate tenendo nella massima considerazione il settore d’appartenenza. Così per farla breve, all’ufficio tecnico di un ente locale, il dirigente è un Ingegnere, ai servizi finanziari c’è un laureato in economia o con titolo di studio affine. E infine al massimo grado della burocrazia comunale ad esempio c’è il segretario o direttore generale (secondo il livello) che per diventare tale deve partecipare ad un concorso per il quale è necessaria la laurea in giurisprudenza, economia ed altre equipollenti. Si tratta di dirigenti che hanno compiti ben specifici che richiedono dettagliate conoscenze come ad esempio la materia urbanistica, i bilanci comunali, la stipula di contratti di grosso valore, l’indizione di gare. Ebbene questo modello di reclutamento la scuola per assumere dirigenti sinora non l’ha mai preso in considerazione e il Ministro Carrozza invece (iniziativa ripeto lodevole) con il suo decreto ha stabilito (riporto testualmente quanto si legge nel comunicato stampa che annuncia il varo del pacchetto per Scuola, Università e Ricerca) che “cambia la procedura di assunzione dei dirigenti scolastici: saranno selezionati annualmente attraverso un corso-concorso di formazione della Scuola Nazionale dell’Amministrazione”. Si tratta di un’iniziativa lodevole che si spera non venga vanificata offrendo opportunità di accesso al concorso a chi, effettivamente, non ha la cultura giuridica, amministrativa, finanziaria ed economica sufficiente a dirigere un’organizzazione amministrativa complessa come quella scolastica. Non solo ma sarebbe auspicabile che simile procedura di reclutamento venisse estesa anche ad altre figure apicali che operano nel mondo della scuola. Sarebbe curioso, infatti, il caso, per fare un esempio, di un ex avvocato che abbandonata la professione forense dopo avere vinto il corso-concorso e quindi divenuto dirigente scolastico, si trovasse a discutere di norme (leggi, leggine e circolari normative che affollano la complessa legislazione scolastica) con un cd dirigente di grado superiore il quale è sì un dirigente, probabilmente anche bravo ma che ha dovuto imparare sul campo quanto gli studi condotti non gli hanno consentito poiché in essi neanche un esame di diritto (amministrativo) era previsto nel piano di studi del suo corso. – Fabio Guarna

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