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I sorci Rossi

SERIE A COMMENTO – Capita nel calcio di essere appagati dopo anni di vittorie e sacrifici. Capita, nella vita, di invecchiare, anche se ti chiami Buffon o Pirlo. Se le due circostanze si acuiscono in quindici minuti di confusione totale, un ragazzo italo-americano, considerato un fenomeno da Ferguson, può anche decidere di denudare una Vecchia Signora, per evidenziarne i limiti.
Giuseppe Rossi ha annientato la Juve in pochi minuti, mostrando a tutti la sua voglia di spaccare il mondo dopo che la sorte ha spaccato le sue ginocchia, per ben due volte.
I bianconeri avevano cercato di gestire la partita da squadra smaliziata, portandosi sul 2 a 0 a Firenze e rischiando, in almeno due occasioni, di arrotondare il risultato. Poi un rigore discutibile ha rimesso in carreggiata la Fiorentina e per la Juve si è fatta notte, fonda.
Cuadrado ha iniziato a folleggiare sulla fascia, Borja Valero a ricamare passaggi magistrali e “Pepito”, come affettuosamente lo definì il compianto Bearzot, ha finalizzato l’orgogliosa mole di gioco viola.
Conte manifesta la propria tristezza, forse non tanto per il risultato traumatico, 4-2, ma per l’evidente cedimento strutturale di una squadra che ha spremuto sino al midollo.
Del tracollo juventino beneficia la straordinaria Roma di Garcia che si impone, con carattere, sul Napoli.
I partenopei piangono la pochezza di Pandev e le ingenuità ricorrenti di Cannavaro, la Roma invece gira al massimo. Pjanic sembra Gerrard e De Rossi un UFO, classificabile tra Thuram e Cannavaro (Fabio, quello che alzò la Coppa del Mondo nel 2006).
Rammarico in casa nerazzurra, per il pareggio in extremis di Bellomo. Il Toro dimostra, assecondando la propria natura, di non essere mai domo.
L’altra che sorride, questa domenica, è la squadra forse più bistrattata del campionato, il Milan. Recupera tre punti in sordina e piano piano, come ogni anno, si avvicina alla vetta. Vince grazie a un goal di Birsa, partito ad agosto come l’ultimo tra i centrocampisti di Allegri. Vince con Silvestre in difesa e Matri in attacco. In confronto l’organico del Verona sembra stellare.
La città di Romeo e Giulietta si gode questa cotta autunnale per i suoi gioielli sudamericani. La classifica parla chiaro, Mandorlini sta facendo un gran lavoro.
Dopo tutte le sgradevoli uscite nei confronti dei meridionali, gode delle mie più sentite antipatie, però sa allenare.