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Porto di Gioia Tauro, "figlio prediletto del giorno dopo?"

Dopo anni di silenzio e malcelata indifferenza, il Governo riscopre l’importanza strategica del porto di Gioia Tauro. Ma la Calabria non può essere sempre “la figlia prediletta del giorno dopo”! “Hub del Mediterraneo”, “eccellenza italiana” e via così a sperticarsi in elogi per l’unico porto in grado, secondo il Ministro Lupi, di accogliere in sicurezza il set da piccolo (dittatore) chimico di Assad. Sia chiaro: se il porto di Gioia è all’altezza di ogni sfida, perché tirarlo fuori dal cassetto della disattenzione nazionale solo in questa circostanza ?Ora che finalmente si sono riaccesi i riflettori, è importante che non vengano spenti subito dopo la conclusione delle delicatissime operazioni preannunciate. E’ questo il momento di suscitare, innanzitutto, una forte mobilitazione di energie sociali, civili, culturali in grado di vigilare affinché tutto avvenga in completa sicurezza. E i diversi livelli istituzionali devono saper tenere alta l’attenzione, con continuità, per stroncare altri traffici illegali che, annualmente, “animano” l’area portuale e non solo. Infine, è auspicabile che gli amministratori regionali e locali e le organizzazioni sindacali sappiano interpretare questa nuova sfida per ottenere dal Governo e dal Parlamento il riconoscimento immediato di misure eccezionali a sostegno della strategicità logistica dell’area. Solo così l’intero Sistema Italia potrà giovarsi, non strumentalmente ed episodicamente, di quella che ormai a buon diritto è considerata in tutto il mondo la “piattaforma strategica del Mediterraneo”.
GIUSEPPE SORIERO, già Presidente del Comitato interministeriale per l”area e il porto di Gioia Tauro presso la Presidenza del Consiglio – Catanzaro, 17 gennaio 2014

On.le Giuseppe Soriero
On.le Giuseppe Soriero