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Soverato e la "terza via" di Tony Blair

Tony Blair (fonte Wikipedia)
Tony Blair (fonte Wikipedia)

Troppo spesso, leggo sulle pagine web divenute la fonte del dibattito politico locale cittadino, della continua e direi inutile querelle su movimenti, comitati e partiti. Ma sino a questo momento non ho mai trovato la citazione di un articolo che dovrebbe essere la base da cui iniziare per discutere in materia, ovvero l’art. 49 della Costituzione che va letto non solo come un principio importante del nostro ordinamento ma anche come un suggerimento. Recita l’art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Credo che il richiamo al dettato costituzionale sia sufficiente per comprendere che anche a livello locale è necessario muoversi nella stessa direzione per determinare democraticamente il destino della città. Ma agli inizi del nuovo millennio, è necessario capire quali sono gli strumenti di cui dispongono i partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale e aggiungo, quella locale. Partiti che stante il processo di rinnovamento (almeno per alcuni) potrebbero definirsi nuovi partiti. Intanto, il successo di Matteo Renzi ha chiarito che è necessario puntare su un rinnovamento anagrafico e che la generazione dei trentenni/quarantenni non deve più stare a guardare ma impegnarsi direttamente nella costruzione del futuro del paese. In questa operazione che non è solo di restyling, ma ritengo sia ancora più profonda, ho molto apprezzato la capacità del partito democratico e soprattutto della vecchia guardia, capace di mettere in campo uomini come Cuperlo e Civati, testimoni della volontà che il nuovo partito democratico sarebbe stato retto da un leader giovane affiancato da altri altrettanto giovani anche se con idee diverse, come avviene peraltro nella maggior parte dei paesi del mondo. Val la pena appena ricordare che Barack Obama divenne Presidente degli Usa a 47 anni. A Soverato dunque penso sia utile partire da queste considerazioni se si intende concorrere con metodo democratico a determinare la politica locale. Una riflessione in questa direzione, mi auguro venga fatta da tutti e non resti confinata al centro-sinistra come si potrebbe essere indotti leggendo le righe che precedono in cui vengono citati leader dell’area progressista. Mi piacerebbe però, tornando indietro negli anni, richiamare l’esperienza di Tony Blair, che all’età di 44 anni, il 2 maggio 1997 riportando il partito laburista al governo, interruppe la lunga serie di governi conservatori che in Gran Bretagna erano durati 18 anni e restò Primo Ministro del Regno Unito fino al 2007. L’azione politica di Blair fu presentata da lui stesso come quella di una moderna socialdemocrazia che qualcuno, in Italia chiamò ponendola al confine fra il neoliberismo di destra e le politiche assistenziali di sinistra “Terza Via”. Si parva licet componere magnis (se è possibile paragonare le cose piccole a quelle grandi), anche l’Italia e per quel che ci riguarda Soverato ha la necessità di una terza via, ovvero di una discontinuità con le impostazioni ideologiche che hanno caratterizzato la sinistra cittadina e la destra, evitando pasticci di coalizioni che stanno insieme solo per vincere. Ciò sarà possibile, attraverso i partiti, che sul modello del New Labour di Blair, resteranno aperti e sensibili ai problemi della città e al confronto e come il Partito Democratico di Soverato ha dimostrato con un’azione costante che non è solo di oggi ma ha radici nel tempo.

Fabio Guarna

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