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Il punto su champions ed europa league

Si chiude la prima tre giorni dell’Europa calcistica, che si completerà con il ritorno tra meno di una settimana. Il derby spagnolo è stato senza dubbio la gara più energica, qualitativamente più valida ed avvincente, con il solito Barcellona dal grande predominio territoriale, inarrestabile possesso palla, ed un Iniesta, in vena di esibire le sue attitudini di magie calcistiche, ma alla fine l’ Atletico seppur spuntato, per il forfait in corso d’opera da parte di Diego Costa, infortunatosi, non si arrende e rispolvera un Diego, che non ricordavamo di un certo livello dai tempi del Werder, alla luce del fatto che in Italia, alla Juventus, ha lasciato ricordi fino al momento dell’acquisizione, dopodichè il vuoto e le ambizioni disattese. Il Bayern, rimonta un gol al Manchester, siglato dal neo interisfa Vidic, benche’ imperversi nella metacampo per quasi tutto il match, ma l’ idea e’ che visto lo stato di crisi dei red devils, all’ Allianz Arena, per i bavaresi, se non una passeggiata di salute, non dovra’ certo scalare l’Everest. Si mangiano in un sol boccone il Dortmund, i blancos, trascinati da Isco, Cr7 e mister 100 milioni di euro Bale, e si vendicano della eliminazione nella scorsa edizione, patita per mano soprattutto di Lewandoski, che purtroppo per i gialloneri, era assente, e la sua mancanzasi e’ sentita. Nella sfida fra le nuove superpotenze, Chelsea e Psg, e’ prevalsa la formazione parigina con l’ eleganza francese e l’esperienza ed il brio deglin” italiani” Pastore e Lavezzi, e per Mou e’ appena cominciata la fase delle lamentele, con dentro le richieste per il prossimo mercato, nel quale Abrhamovic sarà chiamato a tirar fuori qualche quattrino in piu’ rispetto agli altri anni. Veniamo all’Europa League, ed all’unica italiana impegnata in competizoni estere, ossia la Juventus, che se la deve vedere con un Lione, che non sarà quello dei sette titoli francesi consecutivi, di Diarra, Benzema, Essien, Coupet, Wiltord, Govou, Cris e soprattutto Juninho, ma un club giovane, in ricostruzione e voglioso, spinto da “La Gerland” , che ha tenuto i torinesi piantati sul pari fino a cinque minuti dalla fine, alla rete di Bonucci, senza Tevez uscito prima e con il tandem subentrato Giovinco-Vucinic, che ha cambiato in meglio la squadra di Conte. Sicche’ la Juve, fa un passo in avanti verso la semifinale e verso la tappa finale, la quale avverra’ tra le mura amiche dello J-Stadium.