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Champions ed Europa League: chiuso il sipario, è ora dei commenti

CALCIO – Si è chiuso il sipario della due giorni europea, che ci hanno ridestato, e fatto apprezzare del bel calcio, con attimi di suspance, e qualche colpo di scena, che probabilmente alla vigilia non era in preventivo. Si comincia da una impresa realizzata ed una davvero sfiorata, e che avrebbe avuto del clamoroso, dello storico. Ci riferiamo al Chelsea di Mou, che ancora una volta non delude e fa fuori un Psg, rinunciatario, e che davanti senza Ibra Kadabra brilla veramente poco. Non e’ riuscita la qualificazione “made in Italy” dei parigini, perche’ il Chelsea è una squadra piu’ quadrata, energica, rocciosa e piu’ abituati a certi palcoscenici, e poi c’e’ un po’ di fortuna che non guasta mai, visto che entra Schurle per Hazard, infortunatosi, e Demba Ba, negli ultimiminuti, come carta della disperazione, e vanno a segno entrambi. Klopp, sfiora un altro miracolo con il suo piccolo grande Borussia, perchè sotto per 3-0 all’ andata contro il Real di Ancelotti, privo di CR7, vince in Germania per 2-0 con un doppio Reus, che mette in evidenzia la rilassatezza difensiva, che a certi livelli non puo’ permettersi di giocare con Pepe, Conentrao e Carvajal. Non tradisce il panzer Bayern di mister Pep, sebbene il momentaneo vantaggio dei red devils con eurogol di Evra, ha dato una scossa a Robben e compagni, fino a quel momento poco vivi. E’ fuori il Barca, dopo 6 anni, da una semifinale di Cl, per mano di Simeone, che imbriglia Iniesta, Xavi e compagni, e non faticz a bloccare un bloccato Messi, anzi, forse, i colchoneros, per tutti i legni colpiti avrebbero meritato di vincere anche piu’ largamente. E veniamo all’ unica italiana, impegnata in EL, la Juventus, che vince pure al J-Stadium, con il Lione, per 2-1, ed accede alle semifinale, e dalla urna potrà pescare Benfica, Siviglia o Valencia, autrice di una remuntada a scapito del Basilea, a dir poco epica. E’ una Juve forse troppo prorompente nel primo quarto d’ora, tanto da segnare nuovamente con con Pirlo su punizione, ormai abitunidaria come la pasta sulla tavola degli italiani poi si rilassa, subisce il pari, ma dopo un piccolo spavento, torna avanti con una rete di Marchisio, deviato, e molto fortunato; insomma un gollonzolo, come direbbe la Gialappas. Juve, comunque, passata ed in una semifinale dopo ben undici anni.

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