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Soverato, elezioni: Salesiani – messaggio alla Comunità

SOVERATO – E’ giunta una lettera indirizzata alla Comunità di Soverato a firma dei sacerdoti della Comunità Salesiana “Beato M. Rua” – Parrocchia Santa Maria Immacolata di Soverato. Si tratta di una riflessione sulla condizione sociale ed economica della città accompagnata da una serie di considerazioni con l’invito di vivere il prossimo appuntamento elettorale “con la giusta consapevolezza ed una forte responsabilità civica”. Una lunga lettera, diramata agli organi d’informazione per la pubblicazione, in cui si legge fra le altre cose: “la ricerca del bene comune non è solo un concetto, ma anche un agire positivo e concreto che coinvolge la responsabilità di tutti, il bene comune non è solo l’insieme di beni e servizi, né il bilancio comunale sempre in attivo (sic!) , né l’insieme di leggi giuste, né le tradizioni e le bellezze ambientali e la cultura. Il bene comune racchiude in sé tutte queste cose, ma anche qualcosa di più profondo che investe la dimensione spirituale dell’uomo e comprende ancora la coscienza civica, la virtù politica e il senso del diritto e della libertà, la rettitudine morale e la giustizia. E’ il sogno di una terra comune dove “ la buona politica”si pone al servizio dell’intera comunità e, nel superiore interesse collettivo opera, attraverso la solidarietà e l’amore per tutto ciò che è bello e buono”. La lettera si conclude con una lapidaria affermazione che è la conseguenza dell’intero messaggio: “E’ questa la politica dei Salesiani di Don Bosco” e che ci sta tutta per un titolo. Ecco di seguito l’intero testo della lettera”.
Carissimi, desideriamo condividere con voi questa riflessione in un momento davvero tanto difficile per la nostra città. Essa subisce un periodo di crisi profonda e, probabilmente nel prossimo futuro, si troverà ad affrontare, un dissesto finanziario che peserà sulla nostra comunità pure in termini di costi sociali. Siamo convinti che la crisi attuale non investa solo l’aspetto economico e finanziario, ma è anche una crisi di valori umani. E’ crisi della famiglia disgregata, crisi dei sentimenti, della socialità, della solidarietà e del rispetto per i deboli. E’ crisi della morale, della legalità e della politica e, cosa ancor più preoccupante, è crisi di fiducia nel futuro. Essa si manifesta con un senso di smarrimento e frustrazione che pervade ogni campo dell’agire umano. Le elezioni amministrative ed europee sono ormai prossime e, quali Pastori della Chiesa che è in Soverato, interpellati dall’amore in Gesù Cristo a desiderare il bene di tutte le anime , riteniamo essenziale sollecitare i candidati di ogni schieramento politico , ma anche tutti i cittadini, chiamati ad esprimere la propria preferenza , con alcune considerazioni. Esse vogliono essere un’esortazione a vivere questo appuntamento elettorale con la giusta consapevolezza ed una forte responsabilità civica. Il nostro compito, come pastori della Chiesa, non è quello di esercitare un potere politico. La Dottrina Sociale della Chiesa ci chiama ad istruire e formare la coscienza dei fedeli, perché il loro agire sia sempre al servizio della promozione integrale della persona e del bene comune. Che si sia credenti o non credenti, non si può negare che l’umanità abbia ricevuto con il Cristianesimo un sistema di pensiero e di valori che ha dato forma al nostro vivere quotidiano. Il Signore Gesù con la sua vita e il suo Vangelo ha dato inizio ad un’irripetibile, straordinaria occasione di liberazione da qualsiasi forma di schiavitù e di ingiustizia, per gli uomini di ogni ideologia, razza o religione. Gesù ha don bosco - soveratodato forza e consistenza alle parole già scritte nell’Antico Testamento “Ama il prossimo tuo come te stesso. Esse sono divenute il caposaldo della rivoluzione cristiana che ha preso forma all’inizio con appena dodici Apostoli. “ Non c’è dottrina più rivoluzionaria di quella di Cristo, non c’è n’è una meno classista e partigiana” (d. Primo Mazzolari ). Il cristianesimo non è tanto una dottrina o una teoria, ma è la vita reale che va spesa, identificandosi con Gesù, in tutti gli ambiti delle realtà umane, anche quello civile e politico. Negare che la politica possa fare a meno dell’apporto del Cristianesimo significa ritenere che il messaggio cristiano non riguardi tutto il bene dell’uomo nella sua interezza o pensare che la politica non abbia come obiettivo la realizzazione concreta del benessere degli individui. La fede ha un risvolto sociale e culturale; non è mai un semplice sentimento personale che rimane confinato all’interno delle Chiese. Essa tocca l’uomo nella sua profondità e nelle sue relazioni con il prossimo. E in tal senso l’autenticità e la credibilità del cristiano passano necessariamente attraverso l’amore per l’uomo e l’impegno per la giustizia e la pace. Tutti gli uomini hanno il diritto e il dovere di partecipare alla vita politica del proprio territorio. Ciascuno, certo, lo farà secondo le proprie attitudini, competenze e possibilità, ma nessuno può rimanere indifferente a tale compito. Il cristiano non è un cittadino diverso dagli altri, non ha una collocazione particolare all’interno della società che accresca o riduca tale diritto- dovere di prendere parte alla cosa pubblica. Egli, a ben vedere, ha il dovere di confrontare la propria coscienza con l’oltre che gli viene dal Vangelo, per vivere con maggiore serietà l’impegno politico e civile. L’impresa tanto ardua, della ricerca del bene comune appartiene a tutti i cittadini e non esclusivamente ai loro rappresentanti politici. L’ideale della democrazia non deve essere ridotto al diritto di voto, consistente in una delega a coloro che si propongono alla guida delle istituzioni. Questo aspetto della democrazia viene completamente svuotato di significato se prima ancora non vi fosse il coinvolgimento attivo del cittadino alla vita pubblica.”Il problema degli altri è uguale al mio. Risolverlo tutti insieme è la politica. Da soli è l’egoismo” ( Don Lorenzo Milani) I cittadini non possono non curarsi della politica dice Papa Francesco: “Nessuno di noi può dire: ‘Ma io non c’entro in questo, loro governano…’. No, no, io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come io posso”( Papa Francesco, omelia a Santa Marta 16/09/2013) Se dunque i cittadini non possono disinteressarsi della cosa pubblica, il Papa ci rammenta che le due virtù di un governante devono essere l’amore per il popolo e l’umiltà: “Non si può governare senza amore al popolo e senza umiltà! E ogni uomo, ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: ‘Io amo il mio popolo, per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada?’. Se non si fa queste domande il suo governo non sarà buono” ( Papa Francesco, omelia a Santa Marta 16/09/2013). Oggi si assiste ad una crescente e generalizzata indifferenza verso i problemi che riguardano la società. Trionfano, così, l’inerzia, lo scoraggiamento e la rassegnazione e lamentazioni sterili che nulla producono. Si fa strada la convinzione che un comportamento onesto è improntato ai principi della legalità sia inefficace, sia in politica che in altri ambiti delle attività umane. Ma il nostro, ormai, non è più tempo di indifferenza e apatia. La nostra speranza è che la comunità tutta promuova la ricostituzione di un patrimonio di valori, umani e cristiani, che non possono essere né di destra né di sinistra, perché universali. Valori che restituiscano all’uomo il senso e la dimensione veri della vita, valorizzando il territorio, con le sue risorse, i talenti, la cultura, l’intelligenza, le individualità, la vocazione alla socialità ed alla solidarietà. Intendiamo richiamare con forza tutti noi perché siamo esigenti nel valutare i contenuti delle proposte politiche, perché nella libertà esprimiamo il nostro voto di preferenza. Non cediamo alle lusinghe delle promesse facili degli imbonitori di turno, che mirano all’appagamento di vantaggi personali. Essere cristiani cattolici comporta una gravosa assunzione di responsabilità, piuttosto che una disinvolta visione della vita. E’ essenziale che tutti i cittadini , e in particolare i cristiani, proprio in virtù del fatto che la loro testimonianza si veste dei contenuti e dei valori del Vangelo, si impegnino al perseguimento del bene collettivo in coerenza e fedeltà rispetto agli insegnamenti di Gesù. E’ quanto mai necessario riappropriarsi di quel sano protagonismo che ci rende padroni delle nostre vite e pertanto cittadini cristiani responsabili. Occorre individuare, sia come singoli ma soprattutto attraverso il dialogo e il confronto con le altre realtà associative del territorio percorsi e interventi che possano migliorare la vita di ciascuno e dell’intera comunità. E’giunto il tempo di educarci ed educare le nuove generazioni ad uscire dalla logica clientelare e del guadagno personale, che in virtù di privilegi , di conoscenze ed “interessi di Casati” , mantiene la nostra Soverato in una sorta di immobilismo. I problemi così permangono e si moltiplicano, al punto che, o si è costretti a lasciare la città, o in alternativa si acquisisce un atteggiamento fatalistico e di rinuncia. L’inerzia prende il sopravvento, ciascuno mette a tacere la propria coscienza e purtroppo anche chi è animato da buone intenzioni non ha la capa
cità di reagire. In questo caso, il timore di operare scelte difficili che possano insidiare le proprie sicurezze, impedisce l’esercizio della libertà individuale e confina la persona in una totale sottomissione, al riparo da ogni implicazione personale. Delegare, disinteressarsi, ignorare, significa lasciare il campo libero a chi agisce per il proprio tornaconto o per affari illeciti e criminali, ma certamente, non per il bene di Soverato. La ricerca del bene comune non è solo un concetto, ma anche un agire positivo e concreto che coinvolge la responsabilità di tutti; il bene comune non è solo l’insieme di beni e servizi, né il bilancio comunale sempre in attivo (sic!) , né l’insieme di leggi giuste, né le tradizioni e le bellezze ambientali e la cultura. Il bene comune racchiude in sé tutte queste cose, ma anche qualcosa di più profondo che investe la dimensione spirituale dell’uomo e comprende ancora la coscienza civica, la virtù politica e il senso del diritto e della libertà, la rettitudine morale e la giustizia. E’ il sogno di una terra comune dove “ la buona politica”si pone al servizio dell’intera comunità e, nel superiore interesse collettivo opera, attraverso la solidarietà e l’amore per tutto ciò che è bello e buono. Per tradurre questo sogno in realtà è necessario oggi più che mai, sollecitare un rinnovamento delle coscienze ispirato a quei valori cristiani universali, che consentono l’ affrancamento da una condizione di indifferenza e rassegnazione, mali questi, che impediscono di scorgere e apprezzare quanto di buono ci riserva il presente, mentre inducono a guardare con nostalgia ad un passato, che seppur meraviglioso, non può più tornare. Sentiamoci in debito nei confronti delle nuove generazioni, che rappresentano la speranza per il futuro e che vanno incoraggiate e sostenute nella realizzazione del loro progetto di vita. In quest’ottica, la formula «buon cristiano e onesto cittadino» si caratterizza anche per la forte valenza sociale e politica e si manifesta in una spiritualità tesa alla realizzazione del bene comune, capace di incidere nella società civile e nella politica. Questa spiritualità fa sì che “ il buon cristiano”, ben consapevole delle sue responsabilità in quanto “onesto cittadino”, sappia coniugare, l’amore e la fede in Dio e l’amore e la fedeltà nell’Uomo. E’ questa la politica dei Salesiani di Don Bosco. – Con affetto in Cristò Gesù – I vostri sacerdoti

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