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Serie A: la dura legge degli arbitri e dei rigori

Non si sono ancora lenite le polemiche e le battute al vetriolo che hanno seguito il big match della sesta giornata che vedevano a confronto Juve e Roma. C’è chi dice i bianconeri dovrebbero giocare un campionato a parte e che con le buone o le cattive vincono sempre; chi invece sostiene che chi dice queste cose e’ perche’ non ha mai giocato in un grande club. Intanto Rocchi, il numero 2 degli arbitri in Italia, ed internazionale da anni viene sospeso reo di aver distrutto una partita con i suoi errori marchiani, benche’ in tutti gli episodi, pur sempre di decisioni al limite si parlava e non di sbagli vistosi, se a distanza ancora di due giorni se ne parla e in molti trovano un punto d’incontro. Quel che emerge in modo chiaro, invece, uno e’ epiloghi del genere in altri posti neanche se li sognano, ma tutto finisce magari con una birra al pub, due, e’ che urge un’apertura alla tecnologia perche’ il calcio d’oggi e’ troppo rapido, irruento e dinamico per qualsiasi occhio umano. Non servono dunque arbitri oramai arrampicati anche sulle traverse delle porte, visto che non c’e’ piu’ spazio in campo, ma un giudice con un monitor davanti in contatto con il fischietto sul rettangolo di gioco. Mai fu tanto attesa, così, la sosta per la Nazionale che forse renderà tutti meno arrabbiati. – ROBERTO TOTINO.

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