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Soverato: ex liceali si ritrovano su WhatsApp

SOVERATO – Se non fosse che la generazione che si è ritrovata a “uazzappare” appartiene agli anni ’80 e non a quella del ’68, sembrerebbe di vedere il “Grande freddo” (The Big Chill) il film diretto da Lawrence Kasdan in cui degli ex compagni di college si ritrovano nell’occasione dei funerali di un loro compagno e ristabiliscono partendo dal passato, vecchi e nuovi rapporti. Quest’estate (ironia della sorte, si potrebbe pensare a  “il Grande Caldo”) infatti, per stare vicino ad una compagna di classe nei suoi ultimi giorni e infine darle l’ultimo saluto, alcuni liceali del soveratese si sono ritrovati insieme, anche coloro che da quasi 20 anni si erano persi di vista. E quell’idea che ancora condividevano e praticavano in pochi di partecipare ad un gruppo chiuso su WhatsApp creato da uno di loro ha preso piede. Così è da quest’estate che il “Gruppo” che conta utenti stabiliti in diverse parti del mondo,  non si è fermato un istante e viaggia con circa 20 frequentatori più o meno presenti, sulla media di 600/700 messaggi al giorno. Certo non ci sono le musiche di sottofondo del Grande Freddo di Kasdan, ovvero alcuni dei grandi successi americani degli anni sessanta come “I Heard It Through the Grapevine” o “A Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum” ma sul “forum”, chiamiamolo così, si sente tanta musica e si vedono tanti video. Non mancano, però, le storie dei frequentatori tutti entrati nei primi “anta” e davvero interessanti. Ne esce fuori uno spaccato di quarantenni made in Calabria dalle esperienze di vita eterogenee ma tutti legati alla propria terra e curiosi di conoscere anche i dettagli della vita di ogni giorno, partecipando anche “da fuori” ai pettegolezzi come una volta. Potenza di internet adesso i compagni di scuola dopo tanti anni si ritrovano a discutere non più delle interrogazioni del giorno dopo, ma delle proprie vicende di lavoro, sentimentali, di famiglia, etc. Non mancano ovviamente le foto della carina della classe, in un’occasione al teatro comunale della città delle due torri, ovvero in quella Bologna universitaria che tanti di loro hanno vissuto mantenendo e trascinando ancora per qualche anno quel legame, riconquistato adesso grazie a WhatsApp. Chi sono? Poco importa, la notizia è che forse sono gli antesignani di una tendenza a fare gruppo o ricostituirsi in gruppo grazie ai social che sta avanzando. Un’ultima annotazione: il gruppo è chiuso ma l’unico che per una particolare circostanza è finito dentro è chi ha scritto questo pezzo. Ed il pezzo scritto d’un fiato e messo sul web non bastando lo spazio offerto da WhatsApp, è anche un modo per dire ai “ragazzi”: “grazie dell’accoglienza, seguirvi anche sporadicamente è davvero un piacevole intrattenimento”.

Fabio Guarna

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