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Iran: l’Italia si “prenota” per gli investimenti

Iran foto wikipediaTEHERAN – L’accordo sul nucleare con l’Iran apre la possibilità di nuovi e ingenti investimenti italiani nel paese islamico. Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, infatti che si trova a Teheran con il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni ha firmato insieme a Mediobanca e al gruppo assicurativo finanziario Sace, un “Memorandum of Understanding” (memorandum d’intesa) con il Ministero dell’Economia e la Banca Centrale dell’Iran al fine di agevolare e promuovere future relazioni commerciali fra il nostro paese e l’Iran. L’Italia punta ad incrementare il mercato delle automobili che in Iran è fermo ad una produzione di 1,4 milioni di pezzi e che il paese islamico intende raddoppiare. L’accordo concluso prevede l’impegno da parte dei firmatari si legge in una nota pubblicata su Irib di “valutare progetti di breve e medio-lungo termine di mutuo interesse in comparti industriali d’eccellenza italiana funzionali allo sviluppo economico iraniano e per identificare istituzioni finanziarie locali che possano beneficiare di linee di credito messe a disposizione da Mediobanca, con la garanzia di Sace e del ministero dell’Economia e delle Finanze iraniano, per sostenere il finanziamento e il pagamento di transazioni di export e investimento”. Il Ministro Federica Guidi, ha ricordato, come l’interscambio fra l’Iran e l’Italia aveva raggiunto i 7 miliardi scivolando nel 2014 a 1,6 miliardi. Le ha fatto eco, il Ministro degli Esteri Claudio Gentiloni che nell’incontro con Mohammad Javad Zarif, Ministro degli esteri iraniano si è detto convinto che in un paio d’anni le cifre saranno destinate a raddoppiarsi. L’Italia potrebbe diventare così il primo paese (attualmente è il secondo) tra i Paesi dell’Ue per interscambio commerciale con l’Iran. Per raggiungere questo obiettivo, secondo Gentiloni, l’Italia si troverebbe in una posizione privilegiata considerata l’antichissima tradizione di rapporti con il mondo persiano e soprattutto pensando agli ultimi decenni quando ha tenuto la porta aperta all’Iran nei momenti più difficili con l’occidente. Insomma l’Italia attraverso i due rappresentanti del governo con la visita a Teheran ha messo le basi per stringere un patto di “prelazione” sui propri investimenti in Persia, in attesa del giorno in cui le sanzioni saranno cancellate. Non è un caso se insieme ai due Ministri, ci fossero anche diversi rappresentanti di imprese italiane: Eni, Enel, Finmeccanica, Ansaldo, Anas, Unicredit e associazioni di categoria: Confindustria, Ance, Abi etc.. Nel programma della visita dei rappresentanti del governo italiano in Iran, è previsto l’incontro fra il ministro del petrolio iraniano, Bijan Zanganeh e il Ministro Federica Guidi dove si parlerà di petrolio. In questo settore, Eni punta su una sostanziale modifica della struttura dei contratti take or pay per programmare investimenti futuri.

Fabio Guarna

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