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11 settembre 2001 – 11 settembre 2015 : remembering Joe Riverso

lapide-Joe-Riverso-a-Ground-ZeroSATRIANO/NEW YORK – Il tempo non riuscirà ad allontanare il ricordo di Joe, quel ragazzone brillante, dal grande sorriso e col cuore largo con il quale – come lo ricordano gli amici e quanti lo hanno conosciuto – bastava scambiare quattro chiacchiere per star bene . Sono trascorsi 14 anni dal terribile attacco suicida alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 da quando Joe non c’è più. Furono momenti che segnarono il destino dell’umanità. In pochi attimi, migliaia di uomini furono uccisi nell’attentato suicida degli uomini di Al Qaida. E fra le migliaia di vittime delle Torri Gemelle, c’era un giovane di 34 anni dalle origini italiane, di Satriano (Cz) : Joe Riverso. Lavorava al 104esimo piano delle torri gemelle e là la mattina di quel maledetto 11 settembre 2001 perse la vita. Figlio di genitori satrianesi (Domenico Riverso e Teresina Zangari) emigrati negli States negli anni ’60 e padre di una bimba a cui era molto legato, Joe Riverso, personaggio estroverso e molto dinamico tenuto in grande e affettuoso conto da molti amici americani è una delle migliaia delle vittime del terrorismo. Pare che di lui sia stato trovato tra le vittime, non già com’era prevedibile, il cadavere ma più semplicemente una sua traccia. A 14 anni dalla morte – come è possibile osservare dal sito appositamente allestito in sua memoria dagli amici negli States (www.joeriverso.com) non mancano i messaggi e le iniziative per ricordarlo e commemorarlo, così come appaiono sul gruppo nato su facebook in sua memoria. In Italia a Satriano in provincia di Catanzaro, paese d’origine dei genitori gli hanno dedicato una via. Per ricordare Joe a noi piace citare e riportare ancora una volta il toccante testo (tradotto dall’inglese) di commemorazione che venne letto a distanza di poco tempo dal crollo delle twins durante una serata in onore di Joe negli States da un amico (Al Riccobono) “Incontrai Joe Riverso una mattina di settembre nel 1976. Arrivò alla St Anthony’s School con il resto della sua classe perché la loro scuola era stata chiusa. Ma chi li voleva qui? Era strano allora, tutti questi ragazzi e ragazze che non ci piacevano e viceversa. Ciò che è accaduto l’11 settembre ha cambiato per sempre le nostre vite. Quasi tutti qui stasera siamo stati direttamente o indirettamente toccati dalla tragedia. Pensare a quello che è successo ci rattrista ed addolora. Vorrei approfittare di questo momento per esprimere le nostre condoglianze a tutte quelle famiglie e amici che sono stati devastati da questa tragedia, osservando un momento di silenzio. Questa sera siamo qui per ricordare e rendere onore al nostro amico Joe Riverso. Conoscevo bene Joe e la sua meravigliosa famiglia da quando avevo sette anni. Chiunque abbia avuto il piacere di conoscere Joe o forse l’incredibile fortuna di essere un suo amico intimo può ora riflettere e pensare quanto è stato fortunato. Essere vicino a Joe significava una giornata radiosa, un grande sorriso e allegria a volontà. Joe possedeva tutto questo. Lui era la persona più brillante che abbia mai conosciuto. Faceva sentire meglio le persone che gli stavano attorno. Joe aveva una passione per lo sport in genere. Quando Joe si metteva qualcosa in testa, potresti scommettere che l’avrebbe realizzata in maniera eccellente. Ecco chi era Joe. Era dotato di talento atletico, una mente creativa e un cuore molto grande, ecco la ragione per cui Joe era così robusto. Il miglior amico che potevi avere. Joe aveva un’aura intorno a sé che rendeva il mondo un posto migliore. Se avevi avuto una brutta giornata al lavoro o volevi trovare un posto dove sentirti meglio o ridere, bastava andare da lui… Tutti quelli che conoscono o frequentano lo Sport Page sanno esattamente cosa voglio dire. Joe riusciva a coinvolgere tutti, anche le persone che non conosceva. Nessuno ha mai detto una sola parola cattiva sul suo conto. Invece quello che si sentiva dire sempre su di lui era: “Oh, è un così bravo ragazzo!”. Joe era così preso dal suo lavoro che non riusciva nemmeno a capire quanto lavorasse duramente, ma era il suo modo di vivere. A volte faceva 3 o 4 lavori simultaneamente, ma per lui era normale. Una volta gli chiesero perché conduceva una vita così frenetica e rispose che dedicava tutto quel tempo al lavoro perché non voleva mai dire NO a sua figlia di sette anni, Danielle, quando gli chiedeva qualcosa. Mi sembra che Joe abbia imparato tutto questo dai suoi genitori, che hanno educato il proprio figlio nel migliore dei modi. Alla sorella di Joe, Maria e ai fratelli Ralph e Will dico: “per favore cercate di ricordare sempre questi bei momenti che dureranno per sempre. Nessuno potrà mai portarli via”. La cena di questa sera è solo un piccolo segno di quanto Joe era amato e stimato e di quanto ci mancherà. E ora ritorno indietro con la mente a quella mattina di settembre nel 1976 alla scuola di St Anthony quando quel ragazzino entrò in classe … vorrei avere saputo già da allora che … stava entrando il mio eroe. Joe, ti volevo molto bene e ti rispettavo tantissimo e ancora non so come farò senza di te, ma come al solito tu probabilmente avrai già la risposta e allora per favore aiutami … Grazie “. Al Riccobono (White Plains, NY )” –

Fabio Guarna

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