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ISPRA, campagna informazione: il pesce palla maculato approda nel Mediterraneo

Locandina_pesce_pallaIl Lagocephalus scleratus (pesce palla maculato) – spiega wikipedia è un pesce osseo d’acqua salata appartenente alla famiglia Tetraodontidae ed è una specie molto diffusa nelle fasce tropicali ed equatoriali degli oceani Indiano e Pacifico ed è penetrato nel mar Mediterraneo orientale attraverso il Canale di Suez. Nel 2013 la specie sembrerebbe stata avvistata in Italia e l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) si è subito preoccupato a darne notizia, sensibilizzando i media su quanto avvenuto. Infatti si tratta di un pesce pericoloso per l’uomo in quanto è velenoso poiché alcune parti di questo contengono la tetradossina, ovvero una potente neurotossina dagli effetti più potenti del cianuro capaci di portare per paralisi respiratoria a morte come è accaduto in alcuni casi registrati in Egitto e in Israele. La tossina è presente nel fegato del pesce e resiste alle temperature alte (cottura). In merito, considerata la progressiva diffusione geografica del pesce palla maculato, l’ISPRA ha promosso una campagna di informazione, in collaborazione con la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto e l’Istituto di Scienze del Mare (ICM) di Barcellona, in cui invita “chiunque abbia catturato o avvistato un pesce palla a separarlo dalle altre catture, fotografare l’esemplare e segnalare l’osservazione all’indirizzo: [email protected]”.   Di seguito il comunicato dell’ISPRA.

f.g.

Può sembrare innocuo, ma non lo è affatto: noto scientificamente col nome di Lagocephalus sceleratus, il pesce palla maculato è una specie ittica aliena di origine tropicale altamente tossica al consumo. I pesci palla si riconoscono facilmente per la pelle senza squame e per le mandibole provviste di due grandi denti molto taglienti; in particolare il maculato prende il nome dalla tipica presenza di puntini scuri sul dorso. Le specie potenzialmente catturabili in acque italiane sono principalmente tre. Già dal 2003 era stata avvistata nel Mediterraneo, da dove era entrata attraversando il Canale di Suez e in pochi anni ha invaso buona parte del settore orientale del Mare Nostrum, dove oggi rappresenta un serio problema ecologico ed economico in Paesi come Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto; in questi Paesi, infatti, a causa del consumo delle sue carni, si sono registrati diversi casi di intossicazione, alcuni dei quali – fortunatamente rari – letali. E’ fondamentale sapere che la tossina mantiene il suo effetto anche dopo la cottura. Negli ultimi anni, il pesce palla maculato si è diffuso rapidamente verso le aree del Mediterraneo centrale e lungo tutta la costa tunisina. Nell’ottobre 2013, l’ISPRA ha rinvenuto il primo esemplare in acque italiane, a Lampedusa, e nello stesso anno ha lanciato una campagna di informazione sui rischi legati al consumo di questa specie. Da allora sono state ricevute altre segnalazioni in acque italiane, provenienti dalla stessa Lampedusa, dalla costa meridionale della Sicilia e dalla Puglia. Alcuni esemplari sono stati catturati anche in Croazia e Spagna. Tutti i pesci palla sono tossici al consumo e per questo la normativa Italiana ne vieta la commercializzazione. L’ISPRA, anche in considerazione della progressiva diffusione geografica del pesce palla maculato, promuove una nuova campagna di informazione, in collaborazione con la Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto e l’Istituto di Scienze del Mare (ICM) di Barcellona, che coordina Seawatchers, un progetto che coinvolge i cittadini nella segnalazione di specie esotiche e di altre problematiche ambientali (www.seawatchers.org). Chiunque abbia catturato o avvistato un pesce palla è invitato a separarlo dalle altre catture, fare una foto e segnalare l’osservazione all’indirizzo: [email protected] – COMUNICATO UFFICIO STAMPA ISPRA – 

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