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Soverato: “Matilde” di Daniela Rabia all’ITE Calabretta

Da sin. Raspa, Rabia e Perri
Da sin. Raspa, Rabia e Perri

SOVERATO (Cz) – Nei giorni scorsi nella sala conferenze, l’Istituto Tecnico Economico “Calabretta” di Soverato ha ospitato la scrittrice Daniela Rabia che ha presentato ad un folto gruppo di studenti il suo libro: Matilde. Non aspettare, la vita non ti aspetta.
La presentazione dell’autrice, curata dalla prof.ssa Susanna Perri, collaboratrice del Dirigente Scolastico nonché presidente della sezione soveratese del Soroptimist, ha chiarito come il piacere di scrivere non sia una caratteristica esclusiva degli umanisti, ma che coinvolge tutti coloro che hanno il piacere di misurarsi con la narrazione (o con la poesia, come ha fatto la stessa Rabia). L’autrice del libro, infatti, sostenuta dai suoi studi classici ha poi seguito una formazione giuridica. Prendendo spunto dal testo, la prof.ssa Perri ha invitato i ragazzi ad usare bene il loro tempo, a non disperderlo inutilmente, a dargli valore, in particolare nello studio che è anche mezzo per riuscire nella vita.
La presentazione del testo è stata curata dal prof. Francesco Raspa, docente di Lettere, che oltre a delineare il percorso narrativo del libro ha messo in luce i temi affrontati dalla Rabia, la sua sensibilità letteraria, mettendola a confronto con quella di importanti autori dell’Ottocento e Novecento europeo e italiano. Nel precisare agli studenti l’dentità comune tra autrice, narratrice e protagonista, il professor Raspa ha evidenziato come Matilde, la protagonista, segua una sorta di flusso di coscienza, raccontando senza troppe riserve le sue sensazioni a partire dal giorno del suo quarantesimo compleanno, tappa fondamentale nella vita di ogni persona ed in quella di Matilde che non accetterà più di attendere gli eventi, ma di vivere pienamente il quotidiano, impossessandosi del suo tempo. Quel discorso interiore che parte all’esordio dei quarant’anni è accompagnato da un viaggio itinerante tra i luoghi del nostro territorio: Sant’Andrea, Satriano, Chiaravalle, Soverato, Stalettì, Montauro, Montepaone, Gasperina tanto per citarne alcuni. Matilde-Rabia è legata ai luoghi della sua terra, alla Calabria che nonostante le difficoltà di un lavoro precario non intende lasciare. Il libro si conclude con una commovente lettera del padre dell’autrice, scritta poco prima del suo decesso e casualmente ritrovata, nella quale, con attenzione e amore che solo un genitore può pienamente esprimere, ricorda alla figlia che se anche non sarà presente fisicamente, egli veglierà sempre su di lei.
E proprio da questa affermazione è partito l’intervento finale svolto dall’autrice. “In verità nessuno muore mai. Ogni persona amata resta indelebile nei nostri ricordi”. L’autrice ha spiegato a sua volta il senso del racconto, che doveva essere un manoscritto da restare chiuso in un cassetto come frutto di un desiderio di scrittura e di narrazione del tutto individuale, ma che invece è diventato una pubblicazione per la spinta, l’incitamento di chi lo ha letto e lo ha apprezzato moltissimo. Matilde compie quarant’anni e cerca di dare un senso nuovo alla sua esistenza, consapevole di non volere commettere più certi errori, desiderosa, come affermava Claudia Cardinale in una intervista, di trasformare i punti di debolezza in punti di forza. I luoghi della propria terra, le opere architettoniche, i panorami, le strade, le persone incontrate casualmente sono la cornice del suo racconto interiore che vuole emanciparsi da certe delusioni e cogliere invece il sapore profondo del vivere quotidiano. Ecco cosa vorrei. Essere serena per il resto dei miei giorni senza aspettarmi nulla. Ho consumato il mio tempo nelle attese, ora no, io voglio l’oggi.
In conclusione della mattinata alcune studentesse hanno rivolto delle domande all’autrice. Elisabetta, di 2bt ha domandato se avesse provato dell’imbarazzo a raccontare così apertamente le proprie sensazioni e Valentina di 1b le ha domandato quali fossero i luoghi preferiti per scrivere e che sensazione si prova dal vedere una propria opera pubblicata. La dott.ssa Rabia ha chiarito che il superamento dell’imbarazzo era già avvenuto in un precedente testo, una raccolta di poesie (Naufragio nell’anima) e che i luoghi per scrivere, spesso sono legati ai momenti della ispirazione, oltre a fatto di prendere continuamente appunti su un notes che porta sempre con sé, quando si trova fuori di casa. Un posto, comunque frequente, ha svelato essere il Parco della Biodiversità a Catanzaro.
L’incontro si è concluso poco dopo le dodici e trenta e anche diversi docenti, presenti all’incontro, si sono complimentati con l’autrice. Un ringraziamento anche ai tecnici presenti in sala, Persampieri e Moio, che hanno curato le riprese ed il corretto uso dell’impianto audiofonico.

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