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Ciluzzi (pro Renzi), invettiva contro gli elettori

E’ un fiume in piena il Prof. Romano Ciluzzi, renziano di ferro. Il suo intervento per la passione che ci ha messo rilanciato sui social network merita un rimbalzo anche su questo colonne. Ciluzzi, stimato docente di lettere e icona del liceo scientifico Guarasci di Soverato, da qualche anno è in pensione e sui social ha assunto spesso le vesti di opinion maker. Ciluzzi scrive da Roma e con passione, difende l’operato di Renzi, stigmatizzando tutti coloro che non hanno apprezzato lo sforzo del premier. E’ proprio il caso di dire che diversamente da tanti italiani, Ciluzzi non è proprio il tipo che “corre in soccorso del vincitore”. f.g.

Prof. Romano Ciluzzi ai tempi del Liceo
Prof. Romano Ciluzzi ai tempi del Liceo

Gli Italiani non sono contenti: Ai lavoratori dipendenti non vanno bene gli 80 € (160 se lavorano marito e moglie, 240 se hanno in casa un figlio che lavora etc etc) Ai precari della scuola non va bene essere entrati in ruolo dopo venti anni di attesa (o giù di lì) Ai prof in genere fanno schifo i 500 € per spese culturali I gay si lamentano che finalmente sia andata in porto la Legge per i Diritti civili Gli esodati si rammaricano che siano state messe in campo ben 7 salvaguardie per risolvere i problemi creati dalla Legge Fornero Ai co.co.co non piace affatto il nuovo contratto a tempo indeterminato I sindacati non gradiscono che molte crisi aziendali siano state in tutto o in parte risolte con la mediazione dello Stato, che la disoccupazione diminuisca, che l’attesa di nuova occupazione si rinvigorisca, che il jobsact e gli incentivi abbiano creato nuovi posti di lavoro, soprattutto a tempo indeterminato, che aumentino i bonus bebè, che l’INPS col nuovo ISES diventi più corretta e giusta nell’erogazione dell’assistenza, che finalmente si possano licenziare anche nella pubblica amministrazione i fannulloni e i furbetti del cartellino. Le famiglie con disabili non sono soddisfatte della maggiore attenzione per i loro problemi e della Legge “Dopo di noi” Le imprese sono contrarie alla diminuzione dell’IRAP e alle facilitazioni per le spese strumentali, nonché agli incentivi per le assunzioni (mi sembra giusto!) I commercianti si lamentano (ma questo è un luogo comune) che i consumi siano aumentati ma non abbastanza Gli agricoltori non vogliono che per loro l’IMU venga abolita e vorrebbero un ministro meno capace di Martina I proprietari di 1^ casa (la stragrande maggioranza degli Italiani) non trovano giusta l’abolizione della Tasi e il conseguente risparmio di alcune centinaia di euro I pensionati non gradiscono l’anticipazione per tutti della pensione al !° del mese, troppo spreco per lo Stato etc etc E poi gli Italiani in genere non approvano che Renzi sia riuscito con maggiore successo del mitico Tsipras a imporre nell’agenda europea questioni vitali come quella dei migranti e dell’iniquità della politica di rigore nei confronti dei paesi più indebitati e che l’Italia in conseguenza di ciò abbia avuto dall’Europa un credito mai concesso in precedenza, non approvano che la nostra Marina salvi uomini donne e bambini in mare, che non siamo impegnati con forze preponderanti sui vari fronti di guerra e riusciamo a fare una politica estera prudente e lungimirante, che abbiamo buoni rapporti con l’Iran e la Russia, riconosciuti dallo stesso Putin, che la Merkel ci guardi con un occhio di riguardo a differenza del passato che nonostante le gaffe di Renzi (che sempre italiano è, mica è nato in Svezia) il peso del nostro paese all’estero è cresciuto, tanto è vero che rischiamo di entrare nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che in Italia non ci siano attentati terroristici, che siamo riusciti nella mitica impresa di riportare a casa uno dei due fucilieri (l’altro c’era già). Si lamentano gli Italiani che il Pil aumenti dello zero virgola, mentre era decisamente meglio quando diminuiva in cifra tonda, che il finanziamento pubblico ai partiti sia una questione chiusa per sempre che non ci saranno più vitalizi chiavi in mano che, se passasse il Referendum, dovremmo fare a meno di 315 parlamentari, dovremmo rinunciare al bicameralismo perfetto che ha velocizzato a tal punto le Riforme che prima che una fosse approvata il governo o il Parlamento che l’avevano proposta era già caduto o sciolto, dovremmo rinunciare a cambiare il governo in media ogni 6 mesi e continuare ad avere premier nominati dal PdR (com’è giusto) senza avere avuto il dovuto consenso popolare (cosa a parole obbrobriosa per i più ma evidentemente gradita visto che non vogliono l’Italicum che la spazzerebbe via; inutile ripeterlo, ai nostri compaesani l’inciucio piace), non potremmo più elargire lauti stipendi ai consiglieri regionali che, poveracci, si dovrebbero accontentare dello stipendio del sindaco del capoluogo di Regione, non ci sarebbero più gli appassionanti conflitti fra Stato ed Enti locali che permettono che non si muova foglia che Pinco Pallino (Emiliano Zapata su tutti) non voglia, si chiuderebbero definitivamente le Province (ente di cui i nostri concittadini che la sanno più lunga del diavolo non vogliono fare a meno sempre a prescindere dalla vulgata), si chiuderebbe il CNEL ente inutile. Ma basta di ciò, penso che chi sia riuscito ad arrivare fino in fondo sia stanco morto e lo sono anch’io che mi ci sono dedicato perchè sono a Roma e non ho niente da fare. Ma una cosa vorrei che fosse chiara, nessuno in Italia nell’attuale contesto sarebbe stato capace di fare quanto ha fatto il bulletto di Rignano (come lo chiamano i critici incauti) Poi che gli Italiani non è difficile governarli, ma è inutile (come diceva la buonanima) è un altro par di maniche – f.to Romano Ciluzzi

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