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They had a dream – di Fabio Guarna

clinton vs trump
Hillary Clinton e Donald Trump

They had a dream (english and italian version)
Fabio Guarna

ENGLISH VERSION

Hillary Clinton didn’t win this election and with her loss all the people, who thought America was capable to choose a woman as the leader of the country, lost as well. Not only this: there were Americans who were dreaming of the first reforms such as the immigration laws, that would provide a pathway to citizenship for millions of immigrants instead of “the wall” of Trump.
There were Americans who were dreaming of fisco reform that envisioned an increase of income tax to the one percenters and higher taxes for large capital and estates, rather than as Trump promised, a reduction of taxes from 7 to 3, with tax cuts for corporations and eliminating estate taxes. Surely tax reforms in favor of the elite.
There were Americans who were dreaming of a woman in the White House, able to create jobs counting on technology and renewable energy, in small and medium enterprises, rather than the political strategy promised by the Tycoon of bringing back factory jobs to the US, and threatening large taxation to American corporations importing products into the USA.
There were Americans who were dreaming of less expenses for their families beginning with educational assistance and affordable colleges for all, while Trump offered a maternity leave of 6 weeks in total. And finally in foreign affair, Clinton promised more support for Syria and Iraq, while Trump argued the validity of US allies and traditions. Both candidates agreed on the continued strong relations with Israel.
Trump won the election, so all of his proposed changes were like a shot in the gut to most Americans, while Clinton wasn’t able to convince voters who looked at her with suspect.
The election was won by Americans who wanted a change and grew tired of the establishment,and wanted a President who is not a lifelong politician.
Since the beginning of the election, Clinton to us Europeans and even Americans, seemed to fly high, but keeping the momentum proved a difficult task.
Now it’s Trump’s turn to demonstrate to the world that he is worthy to hold the highest position of the strongest nation, and he has to understand that the only way that we all win is to work together and united.

Fabio Guarna

ITALIAN VERSION

Hillary Clinton non ha vinto e con lei hanno perso tutti quelli che credevano gli americani capaci di scegliere una donna alla guida degli USA. Non solo. C’erano gli americani, perchè è giusto chiamarli così anche se difficilmente lo schieramento dei vincitori lo farebbe, ovvero coloro che sognavano nei primi 100 giorni di Hillary che passassero le prime riforme a partire da quella che riguarda l’immigrazione con l’obiettivo di assicurare una piena e uguale cittadinanza a milioni di immigrati irregolari, piuttosto che trovarsi il muro di Trump. C’era chi sognava una riforma del fisco che prevedesse più tasse per i ricchi (una sovratassa del 4% sui redditi superiori ai 5 milioni) e un innalzamento della tassazione dei capitali e in quella degli immobili, piuttosto che come ha proposto il nuovo Presidente Donald Trump una riduzione della fasce di reddito da sette a tre con il taglio delle imposte sulle imprese e l’eliminazione delle tasse sugli immobili, misure non certo destinate a impoverire i ricchi. C’era chi sognava che la mancata donna alla casa bianca, avrebbe creato posti di lavoro puntando sulla tecnologia e sulle energie rinnovabili nelle piccole e medie imprese, piuttosto che l’azione politica promessa dal Tycoon di lottare la delocalizzazione delle imprese e farle tornare in Usa. C’era chi sognava meno spese sulla famiglia a partire da quelle per l’istruzione con un programma di assistenza pubblica capace di garantire gli asili a tutti i bimbi e (ma lo prendiamo con beneficio d’inventario) l’Università per tutti, mentre Trump assicurava un sussidio di maternità pari a sei settimane di disoccupazione. Ed infine sulla politica estera, Clinton prometteva un potenziamento delle missioni in Siria e Iraq mentre Trump mettendo in discussione le tradizionali alleanze degli USA, sembrava tendere all’isolazionismo. Breve annotazione: in merito alle politiche estere i due candidati hanno mantenuto sempre un punto in comune, ovvero la forte alleanza con Israele.
Ha vinto Donald Trump, dunque, tutte le sue proposte è evidente, hanno colpito la pancia degli americani, mentre la Clinton non è riuscita a convincere gli elettori con il suo programma, spesso guardato con sospetto e come espressione dell’establishment. Ha vinto un’America che dice no a politiche economiche che l’hanno resa grande nel corso del secolo.
Hillary Clinton, a noi europei e forse anche agli americani, sin dalle prime battute della sua campagna elettorale era sembrata volare alto. E’ difficile volare alto, ma ancora di più, una volta raggiunta l’altezza mantenerla. Adesso toccherà a Donald Trump mantenerla e per farlo la prima cosa che dovrà fare è capire che non si vince da soli.

Fabio Guarna

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