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Un ricordo d’infanzia e le interminabili spaccature della sinistra

Da sx P.Squillacioti, V.Guarna e A.Barbuto

Spulciando fra i cassetti di casa ho trovato questa foto (al centro mio padre Vincenzo Guarna). La associo ad alcuni miei ricordi d’infanzia e spero di ricostruire correttamente  a quale periodo storico-politico del nostro paese e più in particolare della Calabria si riferisce.  Siamo negli anni ’70 e si dovevano decidere le candidature a Catanzaro (per il parlamento e gli enti locali) per il PSIUP (partito socialista di unità proletaria) un’ organizzazione di sinistra radicale che sarebbe confluita in parte nel PCI e un’altra sarebbe diventata Nuovo Psiup per successivamente fondersi con Alternativa Socialista in PdUP (partito di unità proletaria) un partito, le cui rivolte giovanili del ’68 ne avevano esaltato la sensibilità e la spinta movimentista. Il PdUp a sua volta si sarebbe sciolto nel gruppo de “il Manifesto” per dar vita al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Il segretario provinciale del PSIUP chiamò per la definizione delle candidature i “dirigenti” (più avanti la ragioni delle virgolette) locali, al fine di individuare i candidati. La riunione si aprì con un’analisi ideologica, si discusse come organizzare la campagna elettorale e promuovere l’azione del partito, quindi si passò a stabilire le candidature che vedevano i dirigenti del partito presenti, disponibili a scendere in campo. Il segretario provinciale confermò che la Federazione condivideva quei nomi, ma in omaggio ai principi di democrazia e assemblearismo chiese ai futuri candidati di tornare ai circoli e consultare la base degli iscritti per chiedere una conferma. La risposta fu immediata: “la base è tutta qui !!”: consultazione e approvazione si erano consumate in tempo reale. La sinistra, da sempre, è stata caratterizzata da una frammentazione che ancora oggi si presenta puntualmente, seppure in maniera più contenuta rispetto al passato, probabilmente per l’introduzione del sistema elettorale maggioratario. Come dire, pensando a Vico: corsi e ricorsi storici !! Adesso molti si fanno meraviglia per le spaccature a sinistra e anche se a determinarle (purtroppo) non sono spesso le sottili differenze ideologiche di un tempo, circostanza che in fondo rendeva tutto più nobile, non bisogna restare meravigliati. ps quanto al racconto: anche se la base non era molto numerosa, da quel che ricordo, credo che quella tornata elettorale assicurò al PSIUP un buon consenso.

Fabio Guarna

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